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SEPARAZIONE BOLOGNA? MANTENIMENTO? ASSEGNO? Assegno di mantenimento e assegno divorzile separazioni bologna map

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SEPARAZIONE BOLOGNA? MANTENIMENTO? ASSEGNO? Assegno di mantenimento e assegno divorzile

 

 

L’art 156 del Codice Civile (Effetti della separazione sui rapporti patrimoniali tra i coniugi), al comma 1, viene stabilito che “il giudice, pronunziando la separazione, stabilisce a vantaggio del coniuge cui non sia addebitabile la separazione il diritto di ricevere dall’altro coniuge quanto è necessario al suo mantenimento, qualora egli non abbia adeguati redditi propri”.

Ebbene si la separazione ha forti conseguenze sul regime patrimoniale della famiglia in quanto determina la cessazione del vincolo coniugale.

Assegno di mantenimento e assegno divorzile: confronto

L’assegno di mantenimento svolge la propria funzione nella separazione legale dei coniugi: il giudice, nel pronunciare la separazione, impone al coniuge che disponga di una migliore condizione economica  di contribuire al mantenimento dell’altro, se privo di adeguati redditi propriSEPARAZIONE BOLOGNA? MANTENIMENTO? ASSEGNO? Assegno di mantenimento e assegno divorzile

Dunque, l’assegno di mantenimento a seguito di separazione è disciplinato dall’art. 156 CC, il quale recita testualmente che “il Giudice pronunziando la separazione stabilisce a carico del coniuge cui non sia addebitabile la separazione, il diritto di ricevere dall’altro coniuge quanto è necessario al suo mantenimento, qualora egli non abbia redditi propri”.

 

l’assegno divorzile, il cui fondamento si ravvisa, infatti, nella rottura definitiva del rapporto coniugale e, dunque, nel venir meno di tutti gli effetti propri del vincolo matrimoniale. Anche l’assegno divorzile ha una finalità assistenziale/solidaristica serve cioè a impedire il deterioramento delle condizioni economiche del coniuge economicamente più debole.

Matrimonio – Separazione – Assegno di mantenimento – Decorrenza – Dalla data della domanda – Ammissibilità – Modulazione della misura dell’assegno nel tempo – Possibilità. (Cc, articoli 155 e 156) 
In tema di separazione personale dei coniugi la circostanza che la spettanza degli assegni di cui agli articoli 155 e 156 del Cc decorra fin dalla domanda non esclude il potere del giudice del merito di graduare e differenziare nel tempo la entità dell’assegno di contributo al mantenimento del coniuge e dei figli, modulandola in funzione del complesso dei dati concretamente accertati. Ne segue, pertanto, che la naturale retroattività delle statuizioni assunte in proposito in sede di giudizio di separazione non vuole anche dire necessaria uniformità degli importi fissati in relazione alle varie fasi temporali. 
Cass. Sezione I, sentenza 17 dicembre 2004 n. 23570 ()

Divorzio – Successivo a separazione – Assegno di divorzio – Comportamento di uno dei coniugi – Anteriormente alla separazione – Irrilevanza. (Legge 1° dicembre 1970 n. 898, articoli 3 e 5) 
Il comportamento dei coniugi, anteriore alla separazione, resta superato e assorbito dalla valutazione effettuata al riguardo dal giudice della separazione. Ne deriva, pertanto, che ove questa sia stata pronunciata senza addebito (e con il riconoscimento del diritto a percepire un assegno di mantenimento in favore di uno dei coniugi) nell’accertamento delle ragioni della decisione, ai fini della determinazione dell’assegno di divorzio può tenersi conto solo del comportamento della parte beneficiaria dell’assegna successivo alla separazione, quando esso si sia rilevato tale da precludere la ricostituzione della comunione spirituale e materiale dei coniugi. 
Cass. Sezione I, sentenza 1° febbraio 2005 n. 1989 (in Giuda al Diritto, Edizione n. 12 del 26 marzo 2005, pagina 52)

 

norma dell’art. 156 cod. civ., il diritto al mantenimento a seguito di separazione personale sorge, in favore del coniuge al quale questa non sia addebitabile, ove egli non fruisca di redditi che gli consentano di mantenere un tenore di vita analogo a quello che aveva durante il matrimonio. Nel valutare tale presupposto, tuttavia, il giudice dovrà tenere conto di ogni tipo di reddito disponibile da parte del richiedente, ivi compresi quelli derivanti da elargizioni da parte di familiari che erano in corso durante il matrimonio e che si protraggano in regime di separazione con carattere di regolarità e continuità tali da influire in maniera stabile e certa sul tenore di vita dell’interessato.

Cassazione civile sez. VI  10 giugno 2014 n. 13026  

L’art. 5 della legge n. 898/70 prevede che il Tribunale, con la sentenza che pronuncia lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio, riconosca l’assegno divorzile al coniuge che lo richiede quando quest’ultimo non disponga di mezzi adeguati o comunque non possa procurarseli per ragioni obiettive, tenendo conto delle condizioni reddituali di entrambi i coniugi, delle ragioni della decisione, del contributo personale ed economico dato da ciascuno alla conduzione familiare e patrimoniale, e valutando questi elementi in rapporto alla durata del matrimonio.

In assenza di tale presupposto, la casa in comproprietà non può essere assegnata dal Giudice in sostituzione o quale componente dell’assegno di mantenimento (di separazione o di divorzio) e resta soggetta alle norme sulla comunione, in ordine all’uso ed alla eventuale divisione (cfr ax multis Cass. 9079/2011; Cass. 6979/2007; Cass. 16398/2007; Cass. 3934/2008; Cass. 387/2012; Cass. 18440/2013; Cass. 12346/2014).

 

  • all’art. 708 cpc che il presidente “anche d’ufficio, sentiti i coniugi ed i rispettivi difensori, dà con ordinanza i provvedimenti temporanei e

urgenti che reputa opportuni nell’interesse della prole e dei coniugi”

  • − all’art. 155-sexies c.c. che: “prima dell’emanazione, anche in via provvisoria, dei provvedimenti di cui all’articolo 155, il giudice può assumere, ad istanza di parte o d’ufficio, mezzi di prova. Il giudice dispone, inoltre, l’audizione del figlio minore che abbia compiuto gli anni dodici e anche di età inferiore ove capace di discernimento. Qualora ne ravvisi l’opportunità, il giudice, sentite le parti e ottenuto il loro consenso, può rinviare l’adozione dei provvedimenti di cui all’articolo 155 per consentire che i coniugi, avvalendosi di esperti, tentino una mediazione per raggiungere un accordo, con particolare riferimento alla

tutela dell’interesse morale e materiale dei figli

 

Art. 156 c.c. Art. 8 L. divorzio
Effetti della separazione sui rapporti patrimoniali tra i coniugi.1. Il giudice, pronunziando la separazione, stabilisce a vantaggio del coniuge cui non sia addebitabile la separazione il diritto di ricevere dall’altro coniuge quanto è necessario al suo mantenimento, qualora egli non abbia adeguati redditi propri.2. L’entità di tale somministrazione è determinata in relazione alle circostanze e ai redditi dell’obbligato.3. Resta fermo l’obbligo di prestare gli alimenti di cui agli articoli 433 e seguenti.4. Il giudice che pronunzia la separazione può imporre al coniuge di prestare idonea garanzia reale o personale se esiste il pericolo che egli possa sottrarsi all’adempimento degli obblighi previsti dai precedenti commi e dall’articolo 155.5. La sentenza costituisce titolo per l’iscrizione dell’ipoteca giudiziale ai sensi dell’articolo 2818.6. In caso di inadempienza, su richiesta dell’avente diritto, il giudice può disporre il sequestro di parte dei beni del coniuge obbligato e ordinare ai terzi, tenuti a corrispondere anche periodicamente somme di danaro all’obbligato, che una parte di essa 1. Il tribunale che pronuncia lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio può imporre all’obbligato di prestare idonea garanzia reale o personale se esiste il pericolo che egli possa sottrarsi all’adempimento degli obblighi di cui agli articoli 5 e 6.2. La sentenza costituisce titolo per l’iscrizione dell’ipoteca giudiziale ai sensi dell’art. 2818 del codice civile.3. Il coniuge cui spetta la corresponsione periodica dell’assegno, dopo la costituzione in mora a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento del coniuge obbligato e inadempiente per un periodo di almeno trenta giorni, può notificare il provvedimento in cui è stabilita la misura dell’assegno ai terzi tenuti a corrispondere periodicamente somme di denaro al coniuge obbligato con l’invito a versargli direttamente le somme dovute, dandone comunicazione al coniuge inadempiente.4. Ove il terzo cui sia stato notificato il provvedimento non adempia, il coniuge creditore ha azione diretta esecutiva nei suoi confronti per il pagamento delle somme dovutegli quale assegno di mantenimento ai sensi degli articoli 5 e 6.5. Qualora il credito del coniuge obbligato nei confronti dei suddetti terzi sia stato già pignorato al momento della notificazione, all’assegnazione e alla ripartizione delle somme fra il coniuge cui spetta la corresponsione periodica dell’assegno, il creditore procedente e i creditori intervenuti nell’esecuzione, provvede il giudice dell’esecuzione.6. Lo Stato e gli altri enti indicati nell’art. 1 del testo unico delle leggi concernenti il sequestro, il pignoramento e la cessione degli stipendi, salari e pensioni dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 5 gennaio 1950, n. 180, nonché gli altri enti datori di lavoro cui sia stato notificato il provvedimento in cui è stabilita la misura dell’assegno e l’invito a pagare direttamente al coniuge cui spetta la corresponsione periodica, non possono versare a
venga versata direttamente agli aventi diritto.7. Qualora sopravvengano giustificati motivi il giudice, su istanza di parte, può disporre la revoca o la modifica dei provvedimenti di cui ai commi precedenti. quest’ultimo oltre la metà delle somme dovute al coniuge obbligato, comprensive anche degli assegni e degli emolumenti accessori.7. Per assicurare che siano soddisfatte o conservate le ragioni del creditore in ordine all’adempimento degli obblighi di cui agli articoli 5 e 6, su richiesta dell’avente diritto, il giudice può disporre il sequestro dei beni del coniuge obbligato a somministrare l’assegno. Le somme spettanti al coniuge obbligato alla corresponsione dell’assegno di cui al precedente comma sono soggette a sequestro e pignoramento fino alla concorrenza della metà per il soddisfacimento dell’assegno periodico di cui agli articoli 5 e 6.
Somma sequestrabile: nessun limite Somma sequestrabile: fino alla metà
Ordinanza-ingiunzione di pagamento Azione diretta esecutiva verso il terzo, a seguito della messa in mora stragiudiz.

Articolo 155. Il giudice che pronunzia la separazione dichiara a quale dei coniugi i figli sono affidati e adotta ogni altro provvedimento relativo alla prole, con esclusivo riferimento all’interesse morale e materiale di essa.

In particolare il giudice stabilisce la misura e il modo con cui l’altro coniuge deve contribuire al mantenimento, all’istruzione e all’educazione dei figli, nonché le modalità di esercizio dei suoi diritti nei rapporti con essi.

Il coniuge cui sono affidati i figli, salva diversa disposizione del giudice, ha l’esercizio esclusivo della potestà su di essi; egli deve attenersi alle condizioni determinate dal giudice. Salvo che sia diversamente stabilito, le decisioni di maggiore interesse per i figli sono adottate da entrambi i coniugi. Il coniuge cui i figli non siano affidati ha il diritto e il dovere di vigilare sulla loro istruzione ed educazione e può ricorrere al giudice quando ritenga che siano state assunte decisioni pregiudizievoli al loro interesse.

L’abitazione nella casa familiare spetta di preferenza, e ove sia possibile, al coniuge cui vengono affidati i figli.

Il giudice dà inoltre disposizioni circa l’amministrazione dei beni dei figli e, nell’ipotesi che l’esercizio della potestà sia affidato ad entrambi i genitori, il concorso degli stessi al godimento dell’usufrutto legale.

In ogni caso il giudice può per gravi motivi ordinare che la prole sia collocata presso una terza persona o, nella impossibilità, in un istituto di educazione (Cod. Proc. Civ. 710).

Nell’emanare i provvedimenti relativi all’affidamento dei figli e al contributo al loro mantenimento, il giudice deve tener conto dell’accordo fra le parti: i provvedimenti possono essere diversi rispetto alle domande delle parti o al loro accordo, ed emessi dopo l’assunzione di mezzi prova dedotti dalle parti o disposti d’ufficio dal giudice.

I coniugi hanno diritto di chiedere in ogni tempo la revisione delle disposizioni concernenti l’affidamento dei figli, l’attribuzione dell’esercizio della potestà su di essi e le disposizioni relative alla misura e alle modalità del contributo.

Separazione personale dei coniugi – Determinazione dell’assegno di mantenimento – Contestazioni – Ricorso da parte del giudice alla polizia tributaria – Ammissibilità. (Legge 898/1970, articolo 5) 
L’articolo 5, comma 9, della legge 898/1970, nel testo novellato dall’articolo 10 della legge 74/1987, il quale, in tema di riconoscimento e determinazione dell’assegno divorzile, stabilisce che “in caso di contestazioni, il tribunale dispone indagini sui redditi e patrimoni dei coniugi e sul loro effettivo tenore di vita, valendosi, se del caso, anche della polizia tributaria”, deve ritenersi applicabile in via analogica, stante l’identità di ratio, anche in materia di separazione di coniugi, con riguardo all’assegno di mantenimento. L’esercizio di detto potere, che costituisce una deroga alle regole generali sull’onere della prova, rientra nella discrezionalità del giudice di merito, e non può essere considerato anche come un dovere imposto sulla base della semplice contestazione delle parti in ordine alle loro rispettive condizioni economiche. Esiste, tuttavia, un limite a tale discrezionalità, da rinvenire nella circostanza che il giudice, potendosi avvalere di detto potere, non può rigettare le istanze delle parti relative al riconoscimento e alla determinazione dell’assegno sotto il profilo della mancata dimostrazione degli assunti sui quali si fondano, facendo capo in tal caso allo stesso l’obbligo di disporre accertamenti di ufficio.
Cass. Sezione I, sentenza 17 maggio 2005 n. 10344 (in Giuda al Diritto, Edizione n. 25 del 25 giugno, pagina 42)

AFFIDO CONDIVISO Anzola dell’Emilia, Argelato, Baricella, Bazzano, Bentivoglio, Bologna, Borgo Tossignano, Budrio, Calderara di Reno, Camugnano,Casalecchio di Reno, Casalfiumanese, Castel d’Aiano, Castel del Rio, Castel di Casio, Castel Guelfo di Bologna, Castel Maggiore, Castel San Pietro Terme, Castello d’Argile, Castello di Serravalle,Castenaso, Castiglione dei Pepoli, Crespellano, Crevalcore, Dozza, Fontanelice, Gaggio Montano, Galliera, Granaglione, Granarolo dell’Emilia, Grizzana Morandi, Imola, Lizzano in Belvedere, Loiano, Malalbergo, Marzabotto, Medicina, Minerbio, Molinella, Monghidoro, Monte San Pietro, Monterenzio, Monteveglio, Monzuno, Mordano, Ozzanodell’Emilia, Pianoro, Porretta Terme, Sala Bolognese, San BenedettoVal di Sambro, San Giorgio di Piano, San Giovanni in Persiceto, San Lazzaro di Savena, San Pietro in Casale, Sant’Agata Bolognese, Sasso Marconi, Savigno, Vergato, Zola Predosa

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  1. Se divorziare un giusto consiglio se una persona mi chiede : come separarsi?

 

  1. La prima cosa è rivolgersi a un avvocato esperto, sposarsi è facile separarsi o divorziare no!!

 

  1. Nela separazione intervengono una serie di problematiche assai complesse come  l’affido dei figli ,l’assegno di mantenimento , la casa coniugale eccecc

 

Ora esiste l’istituto dell’affido condiviso ,il quale oramai è la regola, quasi sempre!1

Regola generale resta l’affido condiviso, con disposizioni consensuali o stabilite dal giudice, per garantire la collaborazione tra i genitori sul piano economico e di rapporto. 
E se queste disposizioni non vengono rispettate, la legge, all’art. 2, prevede che il giudice possa cambiarle, nell’interesse del figlio, ed anche che il giudice possa comminare sanzioni a carico del genitore inadempiente. 

La determinazione dell’assegno di mantenimento sulla base del tenore di vita dei coniugi, tenuto conto delle altre circostanze e dei redditi dell’obbligato, è l’espressione di valori costituzionali contenuti nell’art. 29 Cost., che enuncia il principio dell’uguaglianza morale e giuridica dei coniugi, riferibile anche, secondo la giurisprudenza costituzionale, all’obbligo di consentire al coniuge separato di mantenere lo stesso tenore di vita precedentemente goduto.

La Cassazione, evidenzia, infine la diversità tra assegno di mantenimento nella separazione e assegno divorzile, in quanto collegati a presupposti del tutto distinti, e disciplinati in maniera autonoma dal legislatore.

La separazione personale dei coniugi, a differenza dello scioglimento del matrimonio o della cessazione dei suoi effetti civili non estingue il vincolo coniugale.

non è sufficiente il verificarsi di una variazione delle condizioni patrimoniali dei coniugi (sia in corso di causa – Cass., 22 ottobre 2002, n. 14886; Cass., 22 aprile 1999, n. 4011 – sia nei giudizi di revisione dell’assegno), essendo necessario procedere al rigoroso accertamento dell’incidenza della nuova situazione patrimoniale sul diritto al contributo o sulla sua entità (Cass., 20 giugno 2014, n. 14143; Cass., 15 settembre 2008, n. 236943; Cass., 7 dicembre 2007, n. 25618; Cass., 2 maggio 2007, n. 10133; Cass., 28 agosto 1999, n. 9056; Cass., 28 settembre 1998, n. 8654). Sotto tale profilo, come sopra evidenziato, la Corte territoriale ha posto in evidenza il rilevante divario fra le condizioni patrimoniali e reddituali degli ex coniugi, ponendo in risalto, infine, l’ammissione dello stesso B. di essere “ultracapiente”.

La Suprema Corte ha in più occasioni affermato che, benchè la separazione determini normalmente la cessazione di una serie di benefici e consuetudini di vita e anche il diretto godimento di beni, il tenore di vita goduto in costanza della convivenza va identificato avendo riguardo allo standard di vita reso oggettivamente possibile dal complesso delle risorse economiche dei coniugi, tenendo quindi conto di tutte le potenzialità derivanti dalla titolarità del patrimonio in termini di redditività, di capacità di spesa, di garanzie di elevato benessere e di fondate aspettative per il futuro. Inoltre, al fine della determinazione del “quantum” dell’assegno di mantenimento, la valutazione delle condizioni economiche delle parti non richiede necessariamente l’accertamento dei redditi nel loro esatto ammontare, essendo sufficiente un’attendibile ricostruzione delle complessive situazioni patrimoniali e reddituali dei coniugi (Cass., 22 febbraio 2008, n. 4540; Cass., 7 dicembre 2007, n. 25618; Cass., 12 giugno 2006, n. 13592; Cass., 19 marzo 2002, n. 3974).

 

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La separazione legale può essere

– consensuale, quando vi è accordo tra i coniugi sulla separazione e su tutte le condizioni di essa

– giudiziale, quando vi è disaccordo dei coniugi sulla decisione di separarsi o sul regolamento dei loro rapporti personali e patrimoniali 

Lo studio legale dell’avvocato SERGIO ARMAROLI è un punto di riferimento per il settore legale, specialmente in ambito civile.

L’avvocato Sergio Armaroli infatti si occupa infatti, di diritto di famiglia, dai divorzi alle separazioni, dall’affidamento dei minori al riconoscimento di paternità. Lo studio, inoltre, interviene nei casi di successione e in quelli di tutela dei diritti del cittadino.

COSA OCCORRE PER UNA SEPARAZIONE CONSENSUALE?

occorre che i coniugi raggiungano un accordo sui seguenti aspetti principali:

  1. a) entrambi i coniugi devono essere d’accordo sulla decisione di separarsi 
    b) i coniugi devono essere d’accordo sul regime e sulle modalità di affidamento dei figli 
    c) i coniugi devono essere d’accordo sull’ammontare del contributo economico che il coniuge non convivente con i figli dovrà versare all’altro per il mantenimento di questi ultimi 
    d) deve esservi accordo dei coniugi sull’assegnazione della casa familiare, normalmente in favore del coniuge convivente con i figli minori, o su altra soluzione relativa alla casa familiare, come per esempio la vendita dell’immobile 
    e) i coniugi devono essere d’accordo sull’eventuale assegno di mantenimento che dovrà essere versato in favore del coniuge sprovvisto di adeguati redditi propri, salva naturalmente la possibilità di concordare che ciascuno dei coniugi provvederà da sé al proprio mantenimento 

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Separazione consensuale

I vantaggi di una separazione consensuale sono evidenti:

tempi ridotti

costi ridotti ,

non fa litigare e ha costi molto contenuti rispetto a una giudiziale . Anche per questa ragione la separazione consensuale è la più richiesta e puo’ essere seguita da un unico avvocato, annzi normalmete vi è un unico avvcoato per la

Separazione consensuale a meno che non si arrivi a una separazione consensuale dopo aver fatto ricorso per giudiziale CASTEL SAN PIETRO TERME MEDICINA SAN GIOVANNI IN PERSICETO SEPARAZIONE MATRIMONIALISTA BOLOGNA AVVOCATO ESPERTO

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Separazione consensuale quali  tempi per essere separati?

Separazione consensuale: cos’è e come funziona

La separazione consensuale è una procedura attraverso la quale due coniugi possono liberamente decidere, di comune accordo, lo scioglimento legale del matrimonio e concordare le condizioni della separazione.

I tempi per una separazione consensuale sono tutto sommato brevi. Si parla di alcuni mesi, tutto sommato un tempo ragionevole

Separazione consensuale senza figli piu’ semplice e meno litigiosa

La separazione consensuale senza figli è una procedura ancora più semplice perché non bisogna discutere e definire tutte le parti relative all’affidamento della prole. Pertanto gli accordi presi devono riguardare unicamente i coniugi e il Giudice non ha quindi l’onere di dover tutelare l’interesse dei figli sopra ogni cosa, per il resto l’iter è identico a quello seguito dalle coppie sposate con figli.La differenza è che il giudice non deve provvedere  sul mantenimento e affido figli.

Ricorso separazione consensuale

Ricorso per separazione consensuale Ex art. 158 Cod.Civ. e 711 C.P.C.

Il ricorso per la separazione consensuale dei coniugi va presentato consegnando il modulo apposito presso la cancelleria del Tribunale. L’accordo di separazione consensuale dei coniugi viene consacrato in un ricorso (chiamato ricorso per separazione consensuale), all’interno del quale debbono essere indicate le condizioni alle quali i coniugi intendono separarsi. Ci riferiamo in particolare all’accordo sull’assegnazione della casa coniugale, sull’affidamento dei figli, sul mantenimento e sulle modalità di frequentazione degli stessi, sulla somma periodica da corrispondere eventualmente al coniuge più debole

Separazione giudiziale , Separazione giudiziale

Costi e tempi e procedura

La separazione giudiziale ha dei costi più elevati della separazione consensuale.

Questo perché nella separazione giudiziale i coniugi devono avere ciascuno un avvocato e il procedura della separazione si può protrarre anche oltre i 3 anni ee il calcolo degli onorari degli avvocati ,che devono essere due puo’ essere molto salato .

La separazione giudiziale avviene quando no nsi trov al’accordo sulla consensuale e i tempi e i costi sono molto lunghi

Serve anche per richiedere l’addebito al coniuge della separazione

 

 

PER QUALI MOTIVI IL GIUDICE PUÒ PRONUNCIARE L’ADDEBITO DELLA SEPARAZIONE?

L’addebito può essere pronunciato nei confronti del coniuge che ha violato i doveri di lealtà, fedeltà, assistenza morale e materiale, collaborazione nei confronti dell’altro, sempre che tali violazioni siano causa del fallimento dell’unione matrimoniale

CASTEL SAN PIETRO TERME MEDICINA SAN GIOVANNI IN PERSICETO SEPARAZIONE MATRIMONIALISTA BOLOGNA AVVOCATO ESPERTO

Separazione consensuale con figli minori

 

 

Il genitore non affidatario, o presso il quale la prole non sia stata prevalentemente collocata, è tenuto a versare un assegno di mantenimento per la prole. Anche in caso di affidamento condiviso e parità nei tempi di permanenza, potrà essere disposto un contributo perequativo nell’ipotesi in cui sia necessario uniformare la capacità di mantenimento dei genitori (ad esempio quando vi sia una sensibile sproporzione tra i redditi di questi ultimi).

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Separazione ,voglio separarmi ma mio marito non vuole

 

 

Se ci si vuole separare ma non si trova un accordo i coniugi , possono ricorrere all’istituto giudico della separazione giudiziale.

Chiaramente la separazione giudiziale può essere richiesta anche da uno solo dei due coniugi.

In caso di separazione giudiziale è anche possibile richiedere l’addebito, cioè l’accertamento da parte del Tribunale che uno dei coniugi abbia violato gli obblighi che discendono dal matrimonio (fedeltà, coabitazione, cura della prole, etc.) e che la causa della cessazione del matrimonio sia da imputarsi alla predetta violazione.

Le conseguenze del riconoscimento dell’addebito a carico di uno dei coniugi comportano che quest’ultimo non abbia diritto ad ottenere l’assegno di mantenimento e non possa godere della maggior parte dei diritti ereditari.

CASTEL SAN PIETRO TERME MEDICINA SAN GIOVANNI IN PERSICETO SEPARAZIONE MATRIMONIALISTA BOLOGNA AVVOCATO ESPERTO

COMUNIONE DEI BENE TRA I CONIUGI

Ai sensi dell’articolo 177 del Codice civile, costituiscono oggetto della comunione legale, principalmente:

  • gli acquisti compiuti dai due coniugi insieme o separatamente durante il matrimonio, ad esclusione di quelli relativi ai beni personali;
  • i proventi dell’attività separata di ciascuno dei coniugi se, allo scioglimento della comunione, non siano stati consumati.

Secondo l’articolo 179 del Codice civile, invece, non costituiscono oggetto della comunione e sono beni personali del coniuge:

  • i beni di cui, prima del matrimonio, il coniuge era proprietario o rispetto ai quali era titolare di un diritto reale di godimento;
  • i beni acquisiti successivamente al matrimonio per effetto di donazione o successione;
  • i beni di uso strettamente personale di ciascun coniuge e i loro accessori;
  • i beni che servono all’esercizio della professione del coniuge, tranne quelli destinati alla conduzione di un’azienda facente parte della comunione;
  • i beni ottenuti a titolo di risarcimento del danno nonché la pensione attinente alla perdita parziale o totale della capacità lavorativa;

i beni acquisiti con il prezzo del trasferimento dei beni personali sopraelencati o col loro scambio, purché ciò sia espressamente dichiarato all’atto dell’acquis

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In caso di separazione il figlio maggiorenne ha diritto al mantenimento?

Si, qualora non sia economicamente autosufficiente e non per sua colpa.

Quanto tempo dopo la separazione posso chiedere il divorzio?

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Il ricorso per divorzio può essere depositato dopo che siano trascorsi almeno sei mesi dalla separazione consensuale, un anno in caso di separazione giudiziale.

Qual è la differenza tra separazione e divorzio?

Con la separazione il vincolo matrimoniale è ancora esistente, mentre con il divorzio il matrimonio cessa. In caso di matrimonio contratto solo civilmente, si avrà lo scioglimento del matrimonio, nel caso invece di matrimonio concordatario, si avrà invece unicamente la cessazione degli effetti civili, perchè il vincolo religioso cessa soltanto con la morte del coniuge.

IMOLA  Diritto civile:  recupero crediti, esecuzioni mobiliari e immobiliari, contenzioso fallimentare, redazione e risoluzione contratti, tutela della proprietà e di altri diritti reali, divisioni ereditarie e successioni, responsabilità contrattuale, professionale o da incidente stradale etc.

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– Diritto di famiglia: separazioni e divorzi (anche per modifica delle condizioni di separazione o divorzio), affidamento e tutela dei minori, gestione rapporti personali e patrimoniali derivanti da unioni civili e convivenze di fatto, amministrazioni di sostegno

– Diritto penale: atti di querela o denuncia, attività di investigazione difensiva, difesa processuale, costituzione di parte civile

 

  1. Sei di Imola e devi affrontare una separazione o divorzio ?
  1. necessiti di un avvocato vicino a pochi metri dal Tribunale di Bologna competente per Imola?

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Sono di Imola e cerco un avvocato matrimonialista per separazione e divorzio?

Competente per imola è il Tribunale di Bologna, per le cause ordinarie, la separazione e il divorzio e anche per i processi penali (ad esclusione del gdp che è anche a Imola).

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come avvocato Matrimonialista o avvocato divorzista a Bologna e Imola segue con particolare interesse il settore riguardante la famiglia, tanto nel caso in cui essa abbia trovato fondamento sul matrimonio,

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  • quanto si  tratti di famiglia di fatto, prestando assistenza e consulenza legale per la gestione delle vicende ad essa relative, quali:
  • Composizione della crisi familiare
  • Separazioni
  • Divorzi
  • Accordi di Convivenza
  • Modifiche di condizioni di Separazione
  • Modifiche di condizioni di Divorzio
  • Rapporti  patrimoniali tra i coniugi
  • Alimenti
  • Mantenimento dei figli
  • Impresa familiare

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Materia particolarmente delicata, il diritto di famiglia costituisce un ulteriore ambito di particolare attenzione  dello Studio legale dell’avvocato Sergio Armaroli , che assiste numerosi clienti in Imola e Bologna nella cause di separazione o divorzio, per l’affidamento dei minori o fornendo consulenze in materia di unioni civili e convivenze di fatto

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  • Accordi matrimoniali; separazioni personali e divorzi, giudiziali e/o consensuali; cessazione della convivenza di fatto, affidamento e mantenimento dei figli minori legittimi e /o naturali; nullità matrimonio; regolamentazione dei rapporti patrimoniali ed economici tra conviventi; questioni connesse alla comunione e divisione giudiziale o stragiudiziale del patrimonio comune; accertamento e disconoscimento di paternità, riconoscimento del figlio naturale, dichiarazione giudiziale di paternità e maternità, legittimazione del figlio naturale; mobbing familiare e stalking; risarcimento del danno esistenziale causato da violazione di obblighi genitoriali; questioni di diritto di famiglia internazionale; eredità; successioni legittime e testamentarie, divisioni, donazioni.
  • Diritto commerciale e societario
  • Recupero crediti
  • Diritto fallimentare
  • Contratti (redazione delle condizioni, assistenza alla stipula)
  • Risarcimento danni
  • Separazione e divorzio
  • Diritto di famiglia (interdizione, inabilitazione, tutela, affidamento, adozione, etc.)
  • Successioni e donazioni
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  • DIRITTO PENALE E PROCEDURA
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