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Studio legale Bologna separazioni

 

Separazione giudiziale

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ASSEGNO MANTENIMENTO: rispettive condizioni patrimoniali non risultano neppure indicate, e che, soprattutto, manca una ricostruzione attendibile del tenore di vita dei coniugi

ASSEGNO MANTENIMENTO: rispettive condizioni patrimoniali non risultano neppure indicate, e che, soprattutto, manca una ricostruzione attendibile del tenore di vita dei coniugi

Come previsto dall’ar 151 cc:”la separazione giudiziale può essere chiesta quando si verificano, anche indipendentemente dalla volontà di uno o di entrambi i coniugi, fatti tali da rendere intollerabile la prosecuzione della convivenza o da recare grave pregiudizio all’educazione della prole”.

Pertanto, la separazione giudiziale trova la sua causa nell’intollerabilità della convivenza, e al riguardo la legge non elenca situazioni particolari o comportamenti specifici, in quanto l’accertamento circa la sussistenza di fatti che possano giustificare la separazione è devoluto al giudice.

all’esito di una sommaria valutazione del contenuto del ricorso, viene fissata l’udienza di comparizione delle parti (c.d. udienza presidenziale) alla quale i coniugi possono partecipare anche senza l’assistenza di una avvocato (salvo diversa indicazione del Tribunale). In questa udienza viene esperito, in primo luogo, il tentativo di conciliazione e, successivamente in caso di esito negativo, viene redatto il verbale d’udienza che conterrà l’indicazione dell’accordo raggiunto e del suo contenuto.

Al fine di accertare la suddetta intollerabilità, la Suprema Corte ha ritenuto che non sia necessaria la percezione della crisi da parte di entrambi i coniugi risultando sufficiente “la condizione di disaffezione e di distacco spirituale di una sola delle parti” (Cass. Civ. sent. n. 7148 del 1992). In ogni caso l’indagine sull’intollerabilità della convivenza non può basarsi sull’analisi di singoli episodi, ma deve derivare dalla valutazione globale dei reciproci comportamenti dei coniugi, secondo quanto emerge in seno al procedimento.

La competenza in materia è affidata al Tribunale del luogo in cui risiede il convenuto. La fase iniziale si svolge davanti al Presidente del Tribunale, al quale spetta la fissazione della data in cui dovranno comparire entrambi i coniugi: in questa sede egli tenterà di conciliarli, sentendoli prima separatamente e poi insieme; se la conciliazione riesce o se il coniuge che ha proposto ricorso rinunzia al giudizio, il presidente ordina la redazione del verbale di conciliazione o di rinuncia all’azione. Nel caso di fallimento del tentativo di conciliazione o di mancata comparizione del coniuge convenuto, il presidente provvede anche d’ufficio con ordinanza inoppugnabile a regolare gli atti provvisori e urgenti che reputa opportuni nell’interesse dei coniugi e dei figli. Si tratta di provvedimenti temporanei emessi in attesa della sentenza, che riguardano soprattutto l’autorizzazione a vivere separatamente, l’obbligo dell’assegno di mantenimento, l’affidamento dei figli, l’assegnazione dell’uso dell’abitazione familiare anche qualora questa appartenga all’altro coniuge. Il presidente nomina poi il giudice istruttore dinnanzi al quale proseguirà la causa secondo il rito ordinario fino all’emissione della sentenza: questi può decidere di revocare o modificare il contenuto dell’ordinanza del tribunale. A seguito della separazione i coniugi decadono dal dovere di coabitazione; per quanto riguarda il dovere di fedeltà, la giurisprudenza ritiene che sia da considerare estinto, ma viene fatto divieto di comportamenti lesivi della dignità dell’altro coniuge. La legge disciplina le conseguenze della separazione solo in relazione alla prole, all’aspetto patrimoniale e al cognome della moglie.

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IV Fase: omologazione dell’accordo e visto del Pubblico ministero:

successivamente alla “fase presidenziale” l’accordo di separazione viene sottoposto al giudizio di omologazione (fase collegiale) ed al visto del Pubblico ministero (in caso di presenza di figli minori) sino a che non vi sarà la pronuncia definitiva (omologazione della separazione) debitamente comunicata alle parti. E’ possibile giungere a questa fase anche nel caso di conversione di una separazione giudiziale. Con l’omologazione, in sintesi, si avranno i seguenti effetti:

  • autorizzazione per i coniugi a vivere separati;
  • efficacia dell’accordo di separazione;
  • decorrenza dei termini ai fini della cessazione degli effetti civili del matrimonio (divorzio);

AS15Occorre inoltre rilevare che:

 

  • il contenuto degli accordi può essere sottoposto a modifica o revisione anche dopo l’avvenuta omologazione;
  • In ogni momento, anche successivo all’omologazione della separazione consensuale, è possibile la riconciliazione dei coniugi.

 

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DA COSA PUO’ DERIVARE L’INTOLLERABILITA’ DELLA CONVIVENZA NEL MATRIMONIO  ?

, per cui comportamenti contrari al dovere di fedeltà o che ledono il coniuge nella dignità, nell’onore o nell’integrità psico-fisica possono legittimare la richiesta di separazione, dal momento che il matrimonio impone a ciascun coniuge di rispettare la personalità dell’altro.

Da un punto di vista processuale, la separazione giudiziale introduce un procedimento contenzioso, più complesso e articolato rispetto al procedimento, più snello e veloce, della separazione consensuale.

 

3) Separazione consensuale

La separazione consensuale è l’effetto di un accordo tra i coniugi che viene successivamente omologato dal giudice.

 

Essa è disciplinata dall’art. 158 c.c., e se anche la decisione dei coniugi di separarsi solitamente trova la sua causa giustificatrice nell’intollerabilità della convivenza, tale elemento non costituisce in questa sede un necessario presupposto, mentre ciò che rileva è la volontà dei coniugi di sciogliere il vincolo matrimoniale, ponendo essi stessi le condizioni della propria separazione.

La separazione consensuale si fonda sull’accordo dei coniugi su alcuni elementi fondamentali; essi sono, tra gli altri, l’assegnazione della casa coniugale, la quantificazione dell’assegno di mantenimento del coniuge e dell’assegno di mantenimento dei figli, l’affidamento della prole, la spartizione dei beni comuni tra i coniugi.

L’accordo di separazione non ha alcun effetto se non redatto secondo determinati crismi e senza l’omologazione del Tribunale; il nostro studio può assistervi con professionalità e competenza in ogni fase del percorso necessario per raggiungere la concordia su tutte le condizioni di separazione, anche attraverso sedute di mediazione e consulenza finalizzate ad una maggiore comprensione dei vostri diritti.

 

I coniugi, pertanto, nell’atto di separazione consensuale dettano disposizioni sia per ciò che attiene agli aspetti patrimoniali, quali l’ assegno di mantenimento e il diritto di abitazione nella casa coniugale, sia per quanto riguarda l’affidamento dei figli minori, se vi sono.

Al riguardo, l’art. 158 c.c. attribuisce al giudice in sede di omologazione il potere di controllare e verificare la rispondenza delle disposizioni, contenute nell’atto di separazione, all’interesse dei figli minori; qualora il giudice vi ravvisi un contrasto, invita i coniugi ad apportare le modifiche più opportune e, in caso di inidonea soluzione, può rifiutare l’omologazione.

 

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AVVOCATO DIVORZIO BREVE BOLOGNA

POCHI MESI PER IL DIVORZIO !!!!

Trascorso il termine di 6 mesi o un anno dalla separazione i coniugi possono chiedere lo scioglimento del matrimonio e procedere quindi con il divorzio.

Nel Divorzio Congiunto, ora diventato divorzio breve, il procedimento viene avviato dai coniugi separati in maniera consensuale. Essi devono raggiungere l’accordo su tutte le condizioni dello scioglimento del matrimonio.

In particolare sull’affidamento e il mantenimento dei figli, sul mantenimento o meno del coniuge più debole, sull’assegnazione della casa coniugale e sulla spartizione dei beni comuni.

Il divorzio diviene dunque consensuale e comporta molti vantaggi per le coppie di coniugi: è meno costoso, più rapido e quindi meno traumatico per i coniugi e per i figli.Chiedi all’avvocato matrimonialista Bologna Sergio Armaroli

L’avvocato matrimonialista Bologna può assistervi anche laddove non sia ancora stata raggiunta la concordia su tutte le condizioni di divorzio, attraverso incontri di mediazione e consulenza al fine di presentare il ricorso con la sottoscrizione di entrambi i coniugi.

  1. i tempi che devono intercorrere fra la separazione e la richiesta per ottenere il divorzio sono ridotti dagli attuali tre anni a dodici mesi in caso di “separazione giudiziale” (quando cioè il divorzio viene chiesto da uno dei due coniugi) e a sei mesi quando la separazione è invece consensuale.
  2. la separazione decorre dalla comparsa dei coniugi davanti al presidente del tribunale
  3. anticipato il momento dello scioglimento della comunione dei beni tra i coniugi: prima si realizzava solo con il passaggio in giudicato della sentenza di separazione, ora la comunione «si scioglie nel momento in cui il presidente del tribunale autorizza i coniugi a vivere separati»
  4. la nuova legge si applica anche ai procedimenti in corso.
  5. la nuova legge  non prevede il divorzio immediato in assenza di un periodo di separazione

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LEGGE 6 maggio 2015, n. 55

Disposizioni in materia di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio nonche’ di comunione tra i coniugi. (15G00073)

(GU n.107 del 11-5-2015)

Vigente al: 26-5-2015

La  Camera  dei  deputati  ed  il  Senato  della  Repubblica  hanno approvato;

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Promulga

la seguente legge:

Art. 1

  1. Al  secondo  capoverso  della  lettera  b),  del   numero   2), dell’articolo 3 della legge 1° dicembre 1970, n.  898,  e  successive modificazioni, le parole: « tre  anni  a  far  tempo  dalla  avvenuta comparizione dei coniugi innanzi al presidente  del  tribunale  nella procedura  di  separazione  personale  anche   quando   il   giudizio contenzioso si sia trasformato in consensuale» sono sostituite  dalle seguenti: «dodici mesi dall’avvenuta comparizione dei coniugi innanzi al presidente del tribunale nella procedura di separazione  personale e da sei mesi nel caso di separazione consensuale,  anche  quando  il giudizio contenzioso si sia trasformato in consensuale».

Art. 2

  1. All’articolo 191 del codice  civile,  dopo  il  primo  comma  e’ inserito il seguente:

«Nel caso di separazione personale, la comunione tra i coniugi si scioglie nel momento in cui il presidente del tribunale  autorizza  i coniugi a vivere separati, ovvero alla  data  di  sottoscrizione  del processo verbale di separazione consensuale dei  coniugi  dinanzi  al presidente, purche’ omologato. L’ordinanza con  la  quale  i  coniugi sono autorizzati a vivere separati e’ comunicata all’ufficiale  dello stato  civile  ai  fini  dell’annotazione  dello  scioglimento  della comunione».

Art. 3

  1. Le disposizioni di cui agli articoli  1  e  2  si  applicano  ai procedimenti in corso alla data di entrata in vigore  della  presente legge, anche nei casi in cui il procedimento di  separazione  che  ne costituisce il presupposto  risulti  ancora  pendente  alla  medesima data.

La presente legge, munita del sigillo dello Stato,  sara’  inserita nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato.

Data a Roma, addi’ 6 maggio 2015

MATTARELLA

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