AZIENDA RAVENNA RISOLUZIONE CONTRATTO

RAVENNA RISOLUZIONE CONTRATTO CORTE APPELLO BOLOGNA

 

principio base

l’avviamento l’attitudine dell’azienda a funzionare e a produrre utili, non può essere concepito al di fuori dell’azienda, né può essere considerato o trasferito separatamente da questa e la sua cessione si accompagna necessariamente alla cessione della azienda, della quale non è un elemento ma una qualità (v. Cass. n. 21417/2014, che ha affermato la nullità, per mancanza dell’oggetto, del contratto preliminare di cessione di ramo d’azienda avente ad oggetto il solo avviamento, e i precedenti, risalenti nel tempo ma mai smentiti, ivi citati in motivazione Cass. n. 2857/1972, Cass. n. 2110/1968; per la giurisprudenza di merito v. Trib. Cagliari 20/5/2003, reperibile sulla banca dati Jus Explorer – Giuffré).

RAVENNA RISOLUZIONE CONTRATTO CORTE APPELLO BOLOGNA

Ed infatti, si sostiene che, costituendo l’avviamento l’attitudine dell’azienda a funzionare e a produrre utili, non può essere concepito al di fuori dell’azienda, né può essere considerato o trasferito separatamente da questa e la sua cessione si accompagna necessariamente alla cessione della azienda, della quale non è un elemento ma una qualità (v. Cass. n. 21417/2014, che ha affermato la nullità, per mancanza dell’oggetto, del contratto preliminare di cessione di ramo d’azienda avente ad oggetto il solo avviamento, e i precedenti, risalenti nel tempo ma mai smentiti, ivi citati in motivazione Cass. n. 2857/1972, Cass. n. 2110/1968; per la giurisprudenza di merito v. Trib. Cagliari 20/5/2003, reperibile sulla banca dati Jus Explorer – Giuffré).

Il contratto sulla base del quale entrambe le parti fondano le rispettive pretese deve dunque essere dichiarato nullo, come richiesto in questo grado di giudizio dall’appellante (e in primo grado dall’odierna appellata), per mancanza dell’oggetto e il rilievo della nullità preclude l’esame delle reciproche domande di risoluzione (domande che, come già osservato, presuppongono l’esistenza di un contratto valido: Cass. n. 14828/2012).

In via principale: accertata la illegittimità del recesso manifestato da parte della sig.ra WW e la risoluzione del contratto per inadempimento della stessa sig.ra WW, dichiarare, in conseguenza della infondatezza in fatto e diritto della domanda di primo grado, che alcuna somma è tenuta a versare l’appellante in favore della WW a qualsivoglia titolo in conseguenza della scrittura privata del 27.04.2011;

dichiarare conseguentemente in virtù della risoluzione del contratto per inadempimento della sig.ra WW, che la sig.ra XX è legittimata a trattenere la somma di euro 15.000,00, versatele a titolo di acconto sulla maggiore somma di euro 30.000,00 quale prezzo per la cessione dell’avviamento commerciale del negozio “Alfa” sito in Ravenna in forza della scrittura privata 27.04.2011;

In via subordinata: a parziale riforma della sentenza 118/13 del Tribunale di Ravenna, stante il versamento della somma di euro 15.000,00 a titolo di acconto, nella denegata ipotesi di accertamento dell’inadempimento esclusivo della sig.ra XX dichiararla tenuta alla restituzione della somma di euro 15.000,00, senza il conteggio di alcun interesse;

In via ulteriormente subordinata: a parziale riforma della sentenza 1118/13 del Tribunale di Ravenna, accertata la nullità del contratto di cessione di avviamento di cui alla scrittura privata del 27.04.2011 dichiarare tenuta la sig.ra XX alla restituzione della somma ricevuta a titolo di acconto, senza il conteggio di alcun interesse legale;