BOLOGNA CHIAMA DIECI MOTIVI PER NON SEPARARSI , LEGGI

26 Maggio 2019 Sergio Armaroli 0 Comments

BOLOGNA CHIAMA DIECI MOTIVI PER NON SEPARARSI,LEGGI E SE DECIDI CHIAMA-avvocato separazione consensuale Bologna-avvocati Bologna separazione

BOLOGNA CHIAMA DIECI MOTIVI PER NON SEPARARSI
BOLOGNA CHIAMA DIECI MOTIVI PER NON SEPARARSI

BOLOGNA CHIAMA DIECI MOTIVI PER NON SEPARARSIDIECI MOTIVI PER NON SEPARARSI,LEGGI E SE DECIDI CHIAMA-avvocato separazione consensuale Bologna-avvocati Bologna separazione VUOI SEPARARTI? MA CI HAI PENSATO BENE? DIECI MOTIVI PER NON FARLO

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sia in sede di separazione che di divorzio – gli artt. 155 quater c.c. (applicabile alla fattispecie concreta ratione temporis) e 6, co. 6, della L. n. 898 del 1970, come modificato dall’art. 11 della L. n. 74 del 1987, consentono al giudice di assegnare l’abitazione al coniuge non titolare di un diritto di godimento (reale o personale) sull’immobile, solo se a lui risultino affidati figli minori, ovvero con lui risultino conviventi figli maggiorenni non autosufficienti. Tale ‘ratio’ protettiva, che tutela l’interesse dei figli a permanere nell’ambiente domestico in cui sono cresciuti, non è configurabile, invece, in presenza di figli economicamente autosufficienti, sebbene ancora conviventi, verso i quali non sussiste, invero, proprio in ragione della loro acquisita autonomia ed indipendenza economica, esigenza alcuna di spedale protezione (cfr., ex plurimis, Cass. 5857/2002; 25010/2007; 21334/2013). Devesi – per il vero – considerare, in proposito, che l’assegnazione della casa familiare al coniuge affidatario risponde all’esigenza di tutela degli interessi dei figli, con particolare riferimento alla conservazione del loro ‘habitat’ domestico inteso come centro della vita e degli affetti dei medesimi, con la conseguenza che detta assegnazione non ha più ragion d’essere soltanto se, per vicende sopravvenute, la casa non sia più idonea a svolgere tale essenziale funzione. (Cass. 6706/2000).

1.4.2. Come per tutti i provvedimenti conseguenti alla pronuncia di separazione o di divorzio, dunque, anche per l’assegnazione della casa familiare vale il principio generale della modificabilità in ogni tempo per fatti sopravvenuti. E tuttavia, tale intrinseca provvisorietà dei provvedimenti in parola non incide sulla natura e sulla funzione della misura, posta ad esclusiva tutela della prole, con la conseguenza che anche in sede di revisione – come in qualsiasi altra sede nella quale, come nel presente giudizio, sia in discussione il permanere delle condizioni che avevano giustificato l’originaria assegnazione – resta imprescindibile il requisito dell’affidamento di figli minori o della convivenza con figli maggiorenni non autosufficienti.

Ne discende che, se è vero che la concessione del beneficio ha anche riflessi economici, particolarmente valorizzati dall’art. 6, co. 6, della legge sul divorzio, nondimeno l’assegnazione in questione non può essere disposta al fine di sopperire alle esigenze economiche del coniuge più debole, a garanzia delle quali è unicamente destinato l’assegno di divorzio (Cass. 13736/2003; 10994/2007; 18440/2013).

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La separazione dei coniugi presenta una serie di problematiche in modo particolare per l’assegno di mantenimento.

Sembra una cosa ovvia ma non lo è……

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Poniamo l’esempio che mi è successo di vedere spesso,di un marito e una moglie che hanno normali impieghi con stipendi nella norma, cioè ad esempio euro millecinquecento la moglie ed euro millecinquecento il marito. Teniamo presente che ho indicato già dei buoni stipendi ,spesso sono assai piu’ bassi.
I coniugi hanno una casa coniugale epagano ad sempio un mutuo di euro mille mensili, e poi hanno magari finanziamenti per le auto ,e finanziamenti in corso magari per arredo casa, Quindi poniamo che pagano altri cinquecento euro mensili.
Restano tra i due coniugi euro millecinquecento mensili.
Poi hanno due figli, quindi costi diu scuola,,attività sportive, ,in pratica a malapena arrivano a fine mese se non devono addirittura indebitarsi ulteriormente,
I coniugi entrano in crisi, vogliono separarsi, i figli resteranno con la madre, con un affido condiviso ,la casa resterà alla moglie, il marito dovrà andarse e pagare un nuovo affitto, e in piu’ dare il mantenimento per i figli, dovrà pagare nuovo affitto  e nuove bollette, nuovo deposito cauzionale, ecc ecc.
Una famiglia non ce la fa piu’ ,ecco perché le separazioni e mi scuso s elo dico spesso sono cose da ricchi!!
 
In questo caso consiglio una separazione consensuale, magari spesso i coniugi non potendosi permettere un’altra casa continuano a viver einsieme da separati,conosco molti casi così
 
Le separazioni sono spesso la causa del teacollo economico di molte famiglie, oggi la gente vive  amalapena e con sacrifici stando insieme in un’unica casa, averne due, rifarasi una vita è impossibile economicameNte.
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Oggi l’aspetto economico è il FRENO  di molte separazioni, e le difficoltà economiche hanno aumentato molto le liti tra i coniugi!!!
 
Molti si separano senza pensare poi e senza considerare che tutto costerà il doppio, che bisogna ricominciare, bisogna ,ad esempio arredare una nuova casa.
 
Ecco oggi vedo tanti separati che a causa della separazione sono ridotti in precarie (eufemismo)questioni economiche.
Cito dieci motivi per cui non conviene economicamet ela separazione
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1)    necessità di un’altra casa
2)necessità di un altro arredamento
3) necessità di altre utenze 8enel gas canone tv acqua ecc ecc )
4)necessità di doppia spesa alimentare
5)necessità di doppia vita privata (cioè due si separano e ovviamete conducono poiu una vita privata autonoma con uscite autonome ,cene autonome eccecc)
6)necessitò di dare gli alimenti alla moglie
7)necessità di dar eil mantenimento ai figli
8) necessitòà di aver ei soldi per il deposito cauzionale di un nuovo alloggio
9)necessità di continua e apagare il mutuo o affitto esistente sulla casa coniugale,
10) necessità di trasferte dalla nuova casa alla casa coniugale pe rincontro figli  eper prendere e portar ei figli
 
e potrei andare  avanti fino a sera  !!!
 
 
Non ci avevi pensato vero?
 

Ecco perché consiglio sempre di pensarci prima di separarsi, e se ci si separa cercare una consensuale.

 Ti cito solo alcuni motivi per cui conviene rispetto a una giudiziale anche in termini di costi:

 

1)la separazione  consensuale costa molto meno della giudiziale

2)la separazione giudiziale dura anni

3)la giudiziale ha un impatto emotivo molto forte,anche se alcuni psicolgi dicono che i coniugi a volte riorrono alla giudiziale per continuare a vedere o a essere presenti con l’altro coniuge, insomma per non tagliere del tutto CON L’EX

4)LA GIUDIZIALE RITARDA IL MOMENTO DEL DIVORZIO

 
Sembrerò controcorrente ma sconsiglio le separazioni ai clienti se non proprio necessarie.
 123CONIUGI CHE LITIGANO
123CONIUGI CHE LITIGANO1
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Alcuni mi dicono ,si ma ho conosciuto una nuova donna un nuovo uomo ,persona bella, affascinante, (poi magari la moglie eil marito sono molto meglio anche come bellezza)
 
Teniamo presente che è diverso il rapporto con il coniuge, con lui stai tutto il giorno tutti i giorni e prendi e dai il bene e il male del rapporto di coppia,insomma ci si deve anche sopportare e accettare le giornate no del coniuge.
 
L’amante o l’altro o l’altra li vedi alcune ore e ci si dà il meglio , siamo sicuri che un domani quando saremo soli con lui riusciremo ad avere un buon rapporto?

Ho visto tante persone e alcuni clienti lasciare le mogli o mariti per altri per confidarmi poi dopo pochi mesi che è stato un grave  errore, pensaci!!!

 
 
Se comunque avete deciso sono disponibile a seguire la vostra separazione sia consensuale che giudiziale
 
 
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SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE
SEZIONE VI – 1 CIVILE
Sentenza 17 dicembre 2013 – 3 aprile 2014, n. 7886
(Presidente Macioce – Relatore Bisogni)
Osserva
1. Il Tribunale di Pesaro con sentenza n. 641 del 28 dicembre 2010 – successiva a quella non definitiva del 14 ottobre 2008, dichiarativa della separazione dei coniugi G. e F. – ha respinto le reciproche domande di addebito e posto a carico del G. un assegno mensile di 800 euro, compensando per metà le spese processuali e ponendo la quota residua a carico di G.G.

2. Ha proposto appello il G. affermando che il Tribunale aveva fornito una carente e contraddittoria motivazione, oltre che una errata valutazione delle prove raccolte, sui punti decisivi: a) della responsabilità della F. nella crisi coniugale, determinata dal suo disinteresse per il marito, dal suo continuo allontanamento dalla residenza familiare e dalla sua relazione extra-coniugale, b) della carenza dei presupposti per l’imposizione dell’assegno di mantenimento a carico del G.

3. La Corte di appello di Ancona ha respinto l’impugnazione.

4. Propone ricorso per cassazione G.G. affidandosi a quattro motivi di impugnazione.

5. Con il primo motivo di ricorso il Gai deduce vizi della motivazione consistiti nella superficiale o omessa valutazione del materiale probatorio da cui emergerebbe inequivocamente: a) il disinteresse della F. per il marito manifestatosi pienamente dal momento in cui le sue condizioni di salute si aggravarono, b) l’atteggiamento irridente per le sue difficoltà nell’intrattenere rapporti sessuali, c) l’inizio di una relazione con un altro uomo.

6. Con il secondo motivo il ricorrente lamenta di non aver potuto rispondere al capitolo 11 dell’interrogatorio formale avente per oggetto la relazione extra-coniugale della F.

7. Con il terzo motivo il ricorrente contesta la ritenuta sussistenza delle condizioni per l’imposizione di un assegno di mantenimento e rileva che più di un terzo della sua pensione è destinata a spese mediche e di assistenza privata, che la F. ha rinunciato a lavorare e non ha mai dimostrato di aver ricercato un lavoro, che la stessa non solo non deve fare fronte a canoni di locazione, in quanto convive con la sorella benestante, ma anzi percepisce un canone di locazione relativo alla villa di cui è comproprietaria ed è in possesso di titoli mobiliari.

8. Con il quarto motivo il ricorrente contesta la decisione di primo grado relativa alle spese processuali in quanto non ha tenuto conto della reciproca soccombenza.

9. Si difende con controricorso D.F.
Ritenuto che
10. Il ricorso è in parte inammissibile e in parte infondato.

11. Il primo motivo prospetta la ricostruzione della crisi coniugale secondo il punto di vista del ricorrente senza riportare oggettivamente l’esito della prove raccolte in istruttoria al fine di dimostrare in cosa sarebbe consistito il dedotto vizio motivazionale. Peraltro va anche rilevato che la Corte di appello ha compiuto una scrupolosa analisi del materiale probatorio per illustrare le ragioni che hanno giustificato la sua decisione di rigettare l’appello ritenendo non provata la violazione dei doveri coniugali lamentata dal G.

12. Il secondo motivo è palesemente infondato dato che correttamente il giudice di primo grado ha ritenuto inammissibile il capitolo della prova per interpello vertente su fatti sfavorevoli alla posizione processuale non dell’interrogando ma della controparte.

13. Quanto al terzo motivo valgono le stesse considerazioni svolte per il primo motivo. Anche su questo punto della decisione la motivazione della Corte di appello appare congrua sia quanto all’analisi del materiale probatorio sia quanto alla illustrazione delle ragioni che hanno portato alla quantificazione dell’assegno nella misura sopra indicata con riferimento alla giurisprudenza di legittimità in tema di accertamento del diritto al mantenimento e di liquidazione dell’assegno.

14. Infine il quarto motivo è anch’esso palesemente infondato perché la motivazione del giudice di primo grado è chiarissima nell’affermare che la condanna parziale alle spese emessa in primo grado si giustifica con il totale rigetto delle conclusioni dell’odierno ricorrente mentre la domanda di riconoscimento del diritto all’assegno di mantenimento proposta dalla F. è stata accolta dal Tribunale.

La Corte condivide pienamente tale relazione e pertanto ritiene che il ricorso del Gai vada respinto con condanna al pagamento delle spese del presente giudizio.

Non sussistono i presupposti,ai sensi dell’art. 13 comma 1 quater del D.P.R. n. 115/2002, per il versamento da parte del ricorrente dell’ulteriore importo del contributo dovuto.
P.Q.M.
La Corte rigetta il ricorso e condanna la parte ricorrente al pagamento delle spese del giudizio di cassazione liquidate in 2.200 euro di cui 200 per esborsi in favore della controricorrente. Dispone che in caso di diffusione del presente provvedimento siano omesse le generalità e gli altri dati identificativi a norma dell’art. 52 del decreto legislativo n. 196/2003.
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 SEPARAZIONI E DIVORZI AVVOCATO 2. ARGELATO separazione consensuale ,separazione coniugi,addeito separazione, separazione e figli
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DIECI MOTIVI PER NON SEPARARSI,LEGGI E SE DECIDI CHIAMA-avvocato separazione consensuale Bologna-avvocati Bologna separazione VUOI SEPARARTI? MA CI HAI PENSATO BENE? DIECI MOTIVI PER NON FARLO
DIECI MOTIVI PER NON SEPARARSI,LEGGI E SE DECIDI CHIAMA-avvocato separazione consensuale Bologna-avvocati Bologna separazione VUOI SEPARARTI? MA CI HAI PENSATO BENE? DIECI MOTIVI PER NON FARLO
SEPARAZIONI E DIVORZI AVVOCATO50. SAN LAZZARO DI SAVENA separazione consensuale ,separazione coniugi,addeito separazione, separazione e figli
SEPARAZIONI E DIVORZI AVVOCATO51. SAN PIETRO IN CASALE separazione consensuale ,separazione coniugi,addeito separazione, separazione e figli
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 Studio legale Bologna Avv Sergio Armaroli
 
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Tra gli effetti della separazione dei coniugi vi é anche lo scioglimento della comunione legale tra i coniugi. Cosa prevede l’art. 191 cod. civ.il quale stabilisce che La comunione si scioglie per la dichiarazione di assenza o di morte presunta di uno dei coniugi, per l’annullamento, per lo scioglimento o per la cessazione degli effetti civili del matrimonio, per la separazione personale, per la separazione giudiziale dei beni, per mutamento convenzionale del regime patrimoniale, per il fallimento di uno dei coniugi. Una volta sciolta la comunione, occorre procedere in primo luogo ai rimborsi ed alle restituzioni come previsto dall’art. 192 c.c. (Ciascuno dei coniugi é tenuto a rimborsare alla comunione le somme prelevate dal patrimonio comune per fini diversi dall’adempimento delle obbligazioni previste dall’articolo 186.Nella fase della separazione il coniuge é tenuto altresì a rimborsare il valore dei beni di cui all’articolo 189, a meno che, trattandosi di atto di straordinaria amministrazione da lui compiuto, dimostri che l’atto stesso sia stato vantaggioso per la comunione o abbia soddisfatto una necessità  della famiglia. Il coniuge può richiedere la restituzione delle somme prelevate dal patrimonio personale ed impiegate in spese ed investimenti del patrimonio comune. I rimborsi e le restituzioni si effettuano al momento dello scioglimento della comunione; tuttavia il giudice può autorizzarli in un momento anteriore se l’interesse della famiglia lo esige o lo consente. Tale principi poi nella vita reale e nei tribunali, hanno deroghe a volte dettate dalle singole circostanze di fatto.Ricordiamo che le norme devono essere applicate ai casi concreti. Come indicato dal codice parrebbe, una normale liquidazione di società  ,devo ammettere che certe previsioni per chi non é del mestiere, quindi per chi non ha l’avvocato o lavori che non hanno a che fare con l leggi,appare assai strano. Lo sciogliemmo di un matrimonio, purtroppo aspesso ha a che fare con pesantissime questioni economiche, oltre che con la gravisa situazione dell’affidamento dei figli minori.
Nella separazione (anche se ancor piu’ nel divorzio che é l’istituto che mette fine definitivamente al matrimonio, rendendo necessario poi per tornare sposati ai coniugi un nuovo matrimonio) i coniugi dovranno procedere alla divisione dei beni della comunione legale ai sensi dell’art. 194 c.c, ovvero ripartendo in parti uguali l’attivo ed il passivo. Scendendo sul pratico questa operazione non é sempre semplice, presentandosi spesso problemi nell’identificare i beni che rientrano nella comunione da quelli che appartengono al patrimonio individuale di ciascun coniuge.¨Il regime patrimoniale della comunione dei beni tra coniugi é regolato dagli artt. 177, 178 e 179 del cod. civ. che di seguito si trascrivono:

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