Certamente  l’avvocato divorzista matrimonialista –considerata l’interdisciplinarietà della materia che tratta – deve certamente possedere conoscenze giuridiche appropriate.

separazione consensuale a bologna 3 CONSIGLI RISOLVI ORA tempi costi e vantaggi di una consensuale rispetto a una giudiziale
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L’avvocato Matrimonialista deve avere competenze specifiche nelle altre discipline attinenti alle problematiche familiari. Il miglior avvocato divorzista matrimonialista (o specialista della materia) è quindi quel professionista che ha una specifica attitudine e passione per lo studio e la conoscenza degli istituti giuridici del diritto della famiglia ma, anche, delle discipline indissolubilmente legate alle problematiche familiari, come, a titolo esemplificativo ma non esaustivo, la psicologia (con particolare riguardo all’ambito delle relazioni familiari e dell’età evolutiva) ed utilizza il proprio sapere come strumento di tutela del cliente, in un’ottica di soluzione del conflitto.

Consulenza e difesa per separazioni e divorzi sia consensuali che giudiziali. Consulenza in materia di gestione della crisi della famiglia di fatto, procedimenti in materia di affido condiviso dei figli, revisione delle condizioni di separazione, divorzio e affidamento, assegno di separazione e divorzio, assegnazione della casa coniugale, diritto di visita e mantenimento dei figli.

Assistenza nella nuova procedura di negoziazione assistita introdotta dal D.L. 132/2014 per le separazioni ed i divorzi e la modifica delle relative condizioni.

Procedure di interdizione, inabilitazione e nomina dell’amministratore di sostegno.

Se imparate a separarvi con amore e rispetto per voi stessi accettando anche le decisioni dell’altro, questo è il primo passo per riprendervi la vita

trascrizione del matrimonio.Art. 3.Lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio puo’ essere domandato da uno dei coniugi:1) quando,    dopo    la    celebrazione    del matrimonio,      l’altro      coniuge      e’      stato condannato,     con     sentenza     passata     in giudicato,    anche    per    fatti    commessi    in precedenza:a)  all’ergastolo  ovvero  ad  una  pena  superiore ad anni quindici,  anche  con  più’  sentenze,  per  uno  o più’  delitti  non  colposi,  esclusi  i  reati  politici e  quelli  commessi  per  motivi  di  particolare valore morale e sociale;b)  a  qualsiasi  pena  detentiva  per  il  delitto  di cui  all’articolo  564  del  codice  penale  e  per uno  dei  delitti  di  cui  agli  articoli  519,  521, 523   e   524   del   codice   penale,   ovvero   per induzione,      costrizione,      sfruttamento      o favoreggiamento della prostituzione;c)  a  qualsiasi  pena  per  omicidio  volontario  di un  figlio  ovvero  per  tentato  omicidio  a  danno del coniuge o di un figlio;d)  a  qualsiasi  pena  detentiva,  con  due  o  più condanne,  per  i  delitti  di  cui  all’articolo  582, quando  ricorra  la  circostanza  aggravante  di

PRINCIPALE NORMATIVA IN TEMA DI DIVORZIOLEGGE 1 dicembre 1970, n. 898Disciplina dei casi di scioglimento del matrimonio.Testo aggiornato alla Legge 6 maggio 2015, n. 55 (in G.U. 11/05/2015, n.107).Art. 1.Il    giudice    pronuncia    lo    scioglimento    del matrimonio   contratto   a   norma   del   codice civile,     quando,     esperito     inutilmente     il tentativo  di  conciliazione  di  cui  al  successivo articolo     4,     accerta     che     la     comunione spirituale  e  materiale  tra  i  coniugi  non  puo’ essere      mantenuta      o      ricostituita      per l’esistenza    di    una    delle    cause    previste dall’articolo 3.Art. 2.Nei    casi    in    cui    il    matrimonio    sia    stato celebrato   con   rito   religioso   e   regolarmente trascritto,     il     giudice,     quando,     esperito inutilmente   il   tentativo   di   conciliazione   di cui    al    successivo    art.    4,    accerta    che    la comunione    spirituale    e    materiale    tra    i coniugi     non     puo’     essere     mantenuta     o ricostituita  per  l’esistenza  di  una  delle  cause previste      dall’articolo      3,      pronuncia      la cessazione  degli  effetti  civili  conseguenti  alla

cui  al  secondo  comma  dell’articolo  583,  e  agli articoli  570,  572  e  643  del  codice  penale,  in danno del coniuge o di un figlio.Nelle  ipotesi  previste  alla  lettera  d)  il  giudice competente  a  pronunciare  lo  scioglimento  o la      cessazione      degli      effetti      civili      del matrimonio  accerta,  anche  in  considerazione del        comportamento        successivo        del convenuto,  la  di  lui  inidoneità  a  mantenere  o ricostituire la convivenza familiare.Per  tutte  le  ipotesi  previste  nel  numero  1)  del presente     articolo     la     domanda     non     e’ proponibile     dal     coniuge     che     sia     stato condannato   per   concorso   nel   reato   ovvero quando la convivenza coniugale e’ ripresa;2) nei casi in cui:a)   l’altro   coniuge   e’   stato   assolto   per   vizio totale   di   mente   da   uno   dei   delitti   previsti nelle   lettere   b)   e   c)   del   numero   1)   del presente      articolo,      quando      il      giudice competente  a  pronunciare  lo  scioglimento  o la      cessazione      degli      effetti      civili      del matrimonio       accerta       l’inidoneità’       del convenuto    a    mantenere    o    ricostituire    la convivenza familiare;b)  e’  stata  pronunciata  con  sentenza  passata in   giudicato   la   separazione   giudiziale   fra   i coniugi,     ovvero     e’     stata     omologata     la separazione        consensuale        ovvero        e’

intervenuta   separazione   di   fatto   quando   la separazione  di  fatto  stessa  e’  iniziata  almeno due anni prima del 18 dicembre 1970.In  tutti  i  predetti  casi,  per  la  proposizione della     domanda     di     scioglimento     o     di cessazione  degli  effetti  civili  del  matrimonio, le     separazioni     devono     essersi     protratte ininterrottamente   da   almeno   dodici  mesi dall’avvenuta    comparizione    dei    coniugi innanzi   al   presidente   del   tribunale   nella procedura  di  separazione  personale  e  da  sei mesi   nel   caso   di   separazione   consensuale, anche  quando  il  giudizio  contenzioso  si  sia trasformato   in   consensuale),   ovvero   dalla data  certificata  nell’accordo  di  separazione raggiunto    a    seguito    di    convenzione    di negoziazione   assistita   da   un   avvocato ovvero     dalla     data     dell’atto     contenente l’accordo   di   separazione   concluso   innanzi all’ufficiale  dello  stato  civile.  L’eventuale interruzione   della   separazione   deve   essere eccepita     dalla     parte     convenuta;     nella separazione   di   fatto   iniziatasi   ai   sensi   del comma  precedente,  i  cinque  anni  decorrono