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BOLOGNA RISOLVI ORA AVVOCATI DIVORZISTI, AVVOCATI MATRIMONIALISTI, AVVOCATI SEPARAZIONE CONSENSUALE-BOLOGNA  Articolo 151  Separazione giudiziale La separazione può essere chiesta quando si verificano, anche indipendentemente dalla volontà di uno o di entrambi i coniugi, fatti tali da rendere intollerabile la prosecuzione della convivenza o da recare grave pregiudizio alla educazione della prole. Il giudice, pronunziando la separazione, dichiara, ove ne ricorrano le circostanze e ne sia richiesto, a quale dei coniugi sia addebitabile la separazione in considerazione del suo comportamento contrario ai doveri che derivano dal matrimonio. La separazione consensuale è l'autorizzazione a vivere separati che ha titolo nell'accordo dei coniugi omologato dal Tribunale.    La separazione consensuale comporta numerosi vantaggi rispetto a una separazione giudiziale in quanto è più veloce e conveniente, comporta minori traumi per i figli e permette alla coppia di predisporre un regolamento di interessi conforme alle loro esigenze, anche avente carattere patrimoniale.  La separazione consensuale si fonda sull'accordo dei coniugi su alcuni elementi fondamentali; essi sono, tra gli altri, l'assegnazione della casa coniugale, la quantificazione degli assegni di mantenimento dei coniugi e dei figli, l'affidamento dei figli, la spartizione dei beni comuni tra i coniugi.  L'accordo di separazione non ha alcun effetto se non redatto secondo determinate forme e senza che vi sia l'omologazione del Tribunale.    Bologna Lo Studio Legale avvocato matrimonialista Bologna Sergio Armaroli  Ti assicura affidabilità, tempestività  per la risoluzione delle seguenti problematiche: Determinazione assegno di mantenimento per i figli Determinazione assegno di mantenimento per il coniuge Revisione delle condizioni di separazione e divorzio Individuazione del coniuge per l’affidamento dei figli Assegnazione dell’abitazione adibita a casa coniugale Individuazione dei beni mobili e immobili in regime di comunione o separazione  L’avvocato matrimonialista ha la funzione di spiegare loro quali siano i rispettivi diritti e doveri e quali siano le soluzioni legali nei casi in cui la coppia decida di porre fine alla propria unione affettiva.

BOLOGNA RISOLVI ORA AVVOCATI DIVORZISTI, AVVOCATI MATRIMONIALISTI, AVVOCATI SEPARAZIONE CONSENSUALE-BOLOGNA Articolo 151 Separazione giudiziale La separazione può essere chiesta quando si verificano, anche indipendentemente dalla volontà di uno o di entrambi i coniugi, fatti tali da rendere intollerabile la prosecuzione della convivenza o da recare grave pregiudizio alla educazione della prole. Il giudice, pronunziando la separazione, dichiara, ove ne ricorrano le circostanze e ne sia richiesto, a quale dei coniugi sia addebitabile la separazione in considerazione del suo comportamento contrario ai doveri che derivano dal matrimonio. La separazione consensuale è l’autorizzazione a vivere separati che ha titolo nell’accordo dei coniugi omologato dal Tribunale. La separazione consensuale comporta numerosi vantaggi rispetto a una separazione giudiziale in quanto è più veloce e conveniente, comporta minori traumi per i figli e permette alla coppia di predisporre un regolamento di interessi conforme alle loro esigenze, anche avente carattere patrimoniale. La separazione consensuale si fonda sull’accordo dei coniugi su alcuni elementi fondamentali; essi sono, tra gli altri, l’assegnazione della casa coniugale, la quantificazione degli assegni di mantenimento dei coniugi e dei figli, l’affidamento dei figli, la spartizione dei beni comuni tra i coniugi. L’accordo di separazione non ha alcun effetto se non redatto secondo determinate forme e senza che vi sia l’omologazione del Tribunale. Bologna Lo Studio Legale avvocato matrimonialista Bologna Sergio Armaroli Ti assicura affidabilità, tempestività per la risoluzione delle seguenti problematiche: Determinazione assegno di mantenimento per i figli Determinazione assegno di mantenimento per il coniuge Revisione delle condizioni di separazione e divorzio Individuazione del coniuge per l’affidamento dei figli Assegnazione dell’abitazione adibita a casa coniugale Individuazione dei beni mobili e immobili in regime di comunione o separazione L’avvocato matrimonialista ha la funzione di spiegare loro quali siano i rispettivi diritti e doveri e quali siano le soluzioni legali nei casi in cui la coppia decida di porre fine alla propria unione affettiva.

BOLOGNA RISOLVI ORA AVVOCATI DIVORZISTI, AVVOCATI MATRIMONIALISTI, AVVOCATI SEPARAZIONE CONSENSUALE-BOLOGNA

Articolo 151 

Separazione giudiziale

La separazione può essere chiesta quando si verificano, anche indipendentemente dalla volontà di uno o di entrambi i coniugi, fatti tali da rendere intollerabile la prosecuzione della convivenza o da recare grave pregiudizio alla educazione della prole.

Il giudice, pronunziando la separazione, dichiara, ove ne ricorrano le circostanze e ne sia richiesto, a quale dei coniugi sia addebitabile la separazione in considerazione del suo comportamento contrario ai doveri che derivano dal matrimonio.

La separazione consensuale è l’autorizzazione a vivere separati che ha titolo nell’accordo dei coniugi omologato dal Tribunale.  

La separazione consensuale comporta numerosi vantaggi rispetto a una separazione giudiziale in quanto è più veloce e conveniente, comporta minori traumi per i figli e permette alla coppia di predisporre un regolamento di interessi conforme alle loro esigenze, anche avente carattere patrimoniale.

La separazione consensuale si fonda sull’accordo dei coniugi su alcuni elementi fondamentali; essi sono, tra gli altri, l’assegnazione della casa coniugale, la quantificazione degli assegni di mantenimento dei coniugi e dei figli, l’affidamento dei figli, la spartizione dei beni comuni tra i coniugi.

L’accordo di separazione non ha alcun effetto se non redatto secondo determinate forme e senza che vi sia l’omologazione del Tribunale.

 

affido condiviso

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Bologna Lo Studio Legale avvocato matrimonialista Bologna Sergio Armaroli  Ti assicura
affidabilità, tempestività  per la risoluzione delle seguenti problematiche:

Determinazione assegno di mantenimento per i figli

Determinazione assegno di mantenimento per il coniuge

Revisione delle condizioni di separazione e divorzio

Individuazione del coniuge per l’affidamento dei figli

Assegnazione dell’abitazione adibita a casa coniugale

Individuazione dei beni mobili e immobili in regime di comunione o separazione

 

L’avvocato matrimonialista ha la funzione di spiegare loro quali siano i rispettivi diritti e doveri e quali siano le soluzioni legali nei casi in cui la coppia decida di porre fine alla propria unione affettiva.

IO POSSO AIUTARTI, CHIAMA CON FIDUCIA!!!

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frase de andre bellaMATRIMONIO – SEPARAZIONE – BOLOGNA

AVVOCATO  – BOLOGNA

 

 

 

 

 

Quanto ai motivi del ricorso, no si ravvisano violazioni di legge. Il giudice a quo valuta le argomentazioni del primo giudice e risponde adeguatamente alle censure formulate in atto di appello; dopo aver riportato vari passi della sentenza impugnata , sostiene che non vi sono ragioni per dubitare dell’attendibilità dei testi che si sono riferiti alla relazione extramatrimoniale del marito, iniziata nel 2003, poi cessata e ripresa in prossimità della separazione. Al contrario la relazione della moglie appare ” relativamente giustificata “, alla luce di quella più duratura, ostinata e risalente del marito, essendo iniziata quando ormai si era deteriorato il rapporto coniugale ( al riguardo, giurisprudenza consolidata di questa Corte: tra le altre, Cass. N. 27730/2013 ).

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Del resto non era stata neppure allegata dal marito la circostanza di una situazione di crisi tra i coniugi anteriore alla sua relazione, che – secondo la pronuncia impugnata – provocò una c isi tra i coniugi di cui la successiva relazione della moglie appunto

ASEPARAZIONE ? 1

Corte di Cassazione, sez. VI Civile – 1, ordinanza 8 luglio – 13 ottobre 2014, n. 21596

imagePresidente Di Palma – Relatore Dogliotti

Il Tribunale di Trieste, con sentenza in data 6/8/2010, dichiarava la separazione giudiziale tra) B.A. e C.C., con addebito al marito.

La Corte di Appello di Trieste, con sentenza in data 4/8/2011, confermava la sentenza di primo grado.

Ricorre per cassazione il marito.

Resiste con controricorso la moglie.

Il ricorrente deposita memoria difensiva, che nulla in sostanza aggiunge alle argomentazioni del ricorso.

Appare infondata l’eccezione di inammissibilità del gravame per nullità della procura speciale. Questa è inserita in calce al ricorso con l’indicazione specifica della sentenza impugnata ( data di deposito, pubblicazione, numero d’ordine e data di notifica ); non rilevado tal senso che non vi sia indicazione dell’organo giudiziario che ha emesso la sentenza, pacificamente risultante dal ricorso. Quanto ai motivi del ricorso, no si ravvisano violazioni di legge. Il giudice a quo valuta le argomentazioni del primo giudice e risponde adeguatamente alle censure formulate in atto di appello; dopo aver riportato vari passi della sentenza impugnata , sostiene che non vi sono ragioni per dubitare dell’attendibilità dei testi che si sono riferiti alla relazione extramatrimoniale del marito, iniziata nel 2003, poi cessata e ripresa in prossimità della separazione. Al contrario la relazione della moglie appare ” relativamente giustificata “, alla luce di quella più duratura, ostinata e risalente del marito, essendo iniziata quando ormai si era deteriorato il rapporto coniugale ( al riguardo, giurisprudenza consolidata di questa Corte: tra le altre, Cass. N. 27730/2013 ).

Del resto non era stata neppure allegata dal marito la circostanza di una situazione di crisi tra i coniugi anteriore alla sua relazione, che – secondo la pronuncia impugnata – provocò una c isi tra i coniugi di cui la successiva relazione della moglie appunto costitutiva una diretta conseguenza.

Va pertanto rigettato il ricorso.

Le spese seguono la soccombenza.

P.Q.M.

La Corte rigetta il ricorso; condanna il ricorrente al pagamento delle spese del presente giudizio di legittimità che si liquidano in €. 4.000,00 per compensi, €. 100,00 per esborsi, oltre spese forfettarie e accessori di legge.

In caso di diffusione del presente provvedimento, omettere generalità ed atti identificativi, a norma dell’art. 52 D.lgs. 196/03, in quanto imposto dalla legge.

Quanto all’assegno per il coniuge, per giurisprudenza ampiamente consolidata, l’assegno deve tendere al mantenimento del tenore di vita da questo goduto durante la convivenza matrimoniale, anche se indice del predetto tenore di vita può essere l’attuale disparità di posizioni economiche tra i coniugi ( Cass. N. 2156 del 2010 ).

achiama subitoASEPARAZIONE ? 1A1A1

Corte di Cassazione, sez. VI Civile – 1, ordinanza 8 luglio – 30 ottobre 2014, n. 23088

Presidente Di Palma – Relatore Dogliotti

In un procedimento di divorzio tra G.M. e K.E., la Corte d’Appello di Palermo con sentenza del 21/11/20119 confermava la sentenza del 29/12/2009 del locale Tribunale, in punto assegno per la moglie.

Ricorre per cassazione la moglie.

Resiste con controricorso la madre esercente la potestà genitoriale sulla figlia minore del marito della ricorrente, nelle more processuali deceduto.

La ricorrente ha depositato memoria difensiva.

Non si ravvisano violazioni di legge.

Quanto all’assegno per il coniuge, per giurisprudenza ampiamente consolidata, l’assegno deve tendere al mantenimento del tenore di vita da questo goduto durante la convivenza matrimoniale, anche se indice del predetto tenore di vita può essere l’attuale disparità di posizioni economiche tra i coniugi ( Cass. N. 2156 del 2010 ).

In sostanza la ricorrente propone profili e situazioni di fatto, insuscettibili di controllo in questa sede, a fronte di una sentenza caratterizzata da motivazione adeguata e non illogica. Non è vero che la Corte di Appello non abbia considerato la consistenza del patrimonio- immobiliare del marito, ma essa ha accertato che il patrimonio stesso forniva redditi estremamente scarsi ( e dunque questi non potevano incidere in modo decisivo sul tenore di vita familiare, mentre i redditi complessivi della moglie erano analoghi a quelli del marito) Del resto giurisprudenza consolidata ( tra le altre, Cass. N. 7117 del 2006 ) precisa che le condizioni economiche delle parti vanno considerate in concreto e non sulla base di un apprezzamento soltanto probabilistico ( ad es. la possibilità di un futuro aumento del reddito, nella specie, patrimoniale). Eventuali questioni inerenti alla comunione dei beni tra i coniugi e al suo scioglimento, dovranno evidentemente prospettarsi in separata sede, e non rilevano ai fini di una eventuale determinazione dell’assegno di divorzio che, per quanto si è detto, correttamente il giudice a quo non ha attribuito.

Va pertanto rigettato il ricorso.

Le spese seguono la soccombenza.

P.Q.M.

La Corte rigetta il ricorso; condanna ,ricorrente al pagamento delle spese del presente giudizio di legittimità che si liquidano in €. 2.000,00 per compensi, €. 100,00 per esborsi, oltre spese forfettarie e accessori di legge.

In caso di diffusione del presente provvedimento, omettere generalità ed atti identificativi, a norma dell’art. 52 D.lgs. 196/03, in quanto imposto dalla legge.

ASEPARAZIONE ? 1