GLI INCIDENTI MORTALI 

RISARCIMENTO DANNI IL PATTEGGIAMENTO PENALE VALE  QUALE AMMISSIONE DI RESPONSABILITA’

RISARCIMENTO
DANNI IL PATTEGGIAMENTO PENALE VALE
QUALE AMMISSIONE DI RESPONSABILITA’

la sentenza penale di applicazione della pena
ex art. 444 c.p.p., pur non configurando una sentenza di condanna, presuppone
comunque una ammissione di colpevolezza, sicchè esonera la controparte
dall’onere della prova e costituisce un importante elemento di prova per il
giudice di merito, il quale, ove intenda discostarsene, ha il dovere di
spiegare le ragioni per cui l’imputato avrebbe ammesso una sua insussistente
responsabilità, ed il giudice penale abbia prestato fede a tale
ammissione”

Secondo
questo orientamento “la sentenza
penale di applicazione della pena ex art. 444 c.p.p., pur non configurando una
sentenza di condanna, presuppone comunque una ammissione di colpevolezza,
sicchè esonera la controparte dall’onere della prova e costituisce un
importante elemento di prova per il giudice di merito, il quale, ove intenda
discostarsene, ha il dovere di spiegare le ragioni per cui l’imputato avrebbe
ammesso una sua insussistente responsabilità, ed il giudice penale abbia
prestato fede a tale ammissione”
(così Sez. L, Sentenza n. 3980 del
29/02/2016, Rv. 638849 – 01; nello stesso senso, Sez. L -, Sentenza n. 30328
del 18/12/2017, Rv. 646556 – 01; Sez. 5 -, Ordinanza n. 13034 del 24/05/2017,
Rv. 644241 – 01; Sez. L -, Sentenza n. 5313 del 02/03/2017, Rv. 643271 – 02;
Sez. L, Sentenza n. 3980 del 29/02/2016, Rv. 638849 – 01; Sez. U, Sentenza n.
21591 del 20/09/2013, Rv. 627453 – 01; Sez. U, Sentenza n. 17289 del
31/07/2006, Rv. 591413 – 01, con l’avvertenza che in queste ultime due
occasioni la questione venne decisa dalle Sezioni Unite ratione materiae, e non
perchè fosse stato loro devoluto il problema oggi in esame).

Un
secondo orientamento ritiene invece che la sentenza di patteggiamento non
inverta affatto l’onere della prova, ma costituisca un semplice “elemento
di convincimento” liberamente apprezzabile dal giudice, e dunque in
sostanza un mero indizio.

Ha
ritenuto, in particolare, Sez. 2, Sentenza n. 26250 del 06/12/2011, Rv. 620500
– 01, che “poichè la sentenza penale di applicazione della pena su
richiesta ai sensi dell’art. 444 cod. proc. pen. è solo equiparata ad una
pronuncia di condanna e, a norma dell’art. 445 cod. proc. pen., comma 1-bis,
non ha efficacia in sede civile o amministrativa, le risultanze del
procedimento penale non sono vincolanti, ma possono essere liberamente
apprezzate dal giudice civile ai fini degli accertamenti di sua
competenza” (nello stesso senso, Sez. 3, Sentenza n. 10847 del 11/05/2007,
Rv. 596445 – 01; Sez. 1, Sentenza n. 3626 del 24/02/2004, Rv. 570436 – 01; Sez.
3, Sentenza n. 6863 del 06/05/2003, Rv. 562674 – 01).

Va
tuttavia soggiunto che, in seno a tale orientamento, si rinvengono decisioni
che, pur formalmente qualificando la sentenza di patteggiamento un mero
indizio, lo ritengono poi così rilevante, da giungere ad affermare che “il
giudice non può disattenderlo senza motivare” (così Sez. 6 – 3, Ordinanza
n. 26263 del 06/12/2011, Rv. 620670 – 01; Sez. L, Sentenza n. 23906 del
19/11/2007, Rv. 600265 – 01; Sez. L, Sentenza n. 20765 del 26/10/2005, Rv.
584102 – 01; Sez. L, Sentenza n. 9358 del 05/05/2005, Rv. 581838 – 01; Sez. L,
Sentenza n. 4193 del 21/03/2003, Rv. 561308 – 01).

.
Un terzo orientamento, infine, ritiene che la lettera dell’art. 444 c.p.p. sia
chiara e non consenta nessuna interpretazione manipolatrice: tale orientamento
pertanto esclude, sulla base dell’interpretazione letterale, che la sentenza
penale di patteggiamento possa costituire una ammissione di responsabilità, e
nega che possa avere qualsiasi efficacia vincolante o probatoria nel processo
civile. Ha ritenuto, in particolare, Sez. 3, Ordinanza n. 8421 del 12/04/2011,
Rv. 617668 – 01, che “non può farsi discendere dalla sentenza di cui
all’art. 444 cod. proc. pen. la prova della ammissione di responsabilità da
parte dell’imputato e ritenere che tale prova sia utilizzabile nel procedimento
civile” (nello stesso senso, Sez. 1 -, Sentenza n. 27835 del 22/11/2017,
Rv. 646068- 01; Sez. 3, Ordinanza n. 8421 del 12/04/2011, Rv. 617668 – 01; Sez.
L, Sentenza n. 7196 del 29/03/2006, Rv. 589238 – 01; Sez. L, Sentenza n. 6047
del 16/04/2003, Rv. 562204 – 01; Sez. 3, Sentenza n. 15572 del 11/12/2000, Rv.
542559- 01; Sez. 3, Sentenza n. 6218 del 15/05/2000, Rv. 536510 – 01; Sez. L,
Sentenza n. 9976 del 08/10/1998, Rv. 519536 – 01).

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