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La separazione consensuale con figli: ciò che c’è da sapere

 

Separarsi, anche in via consensuale, parte da una constatazione di base: si tratta di un passo doloroso per entrambe le parti. Ma se ci sono figli di mezzo, allora, è il loro interesse che deve venire prima di tutto. Ai bambini, infatti, occorre pensare quando si decide di compiere un passo del genere e per farlo nel modo migliore, ancora prima di qualsiasi atto legale, è opportuno attenersi a qualche principio umano: evitare di litigare davanti a loro e rassicurarli sull’amore di entrambi i genitori che non viene (e non verrà) a mancare. Anzi, il legame affettivo potrà solo diventare più forte. Detto questo, c’è poi un iter legale che va affrontato in una separazione consensuale.

 

Quando la separazione diventa effettiva

 

Un momento importante è quello fissato dal presidente del tribunale per sondare la strada della conciliazione. Se questa strada risulta non percorribile, allora si procede arrivando alla cosiddetta omologazione del tribunale che si pronuncia in base alla relazione del presidente: è solo a quel punto che la separazione acquista efficacia, non basta infatti il solo accordo dei coniugi, e in essa sono contenute le condizioni della separazione stessa. Condizioni che, riguardando i coniugi e i figli, in seguito possono essere modificabili, se si modifica la situazione.

 

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Il Diritto di Famiglia disciplina i rapporti familiari in genere: parentela e affinità, matrimonio, rapporti personali fra i coniugi, rapporti patrimoniali nella famiglia, filiazione, rapporti fra genitori e figli, separazione e divorzio. Il diritto di famiglia di recente è stato profondamente riformato da tre provvedimenti normativi: legge 162/2014, legge 55/2015 e legge n.76/2016.

La legge 20 maggio 2016 n° 76 regola la disciplina della convivenza e delle unioni civili.
Il riconoscimento della parità tra figli nati all’interno del matrimonio a quelli nati al di fuori del medesimo, rende il ricorso alla tutela giuridica sempre più frequente.

Lo studio dell’Avvocato Sergio Armaroli AVVOCATO DIVORZISTA BOLOGNA  offre assistenza legale per la difesa in tutti i gradi di giudizio nelle controversie in materia familiare, a tutela dei soggetti più deboli,

La separazione consensuale si fonda sull’accordo dei coniugi su alcuni elementi fondamentali della divisione; essi sono, tra gli altri, l’assegnazione della casa coniugale, la quantificazione dell’assegno di mantenimento del coniuge (ove previsto) e dell’assegno di mantenimento dei figli, l’affidamento della prole, la spartizione dei beni comuni tra i coniugi.

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Rientrano in tale ambito:

AVVOCATO DIVORZISTA BOLOGNA Scioglimento della convivenza “more uxorio” n tutti i casi di coppia di fatto”, in assenza quindi del vincolo matrimoniale, a meno che non ci si accordi consensualmente sulle condizioni di separazione (quali ad esempio scioglimento di comunioni immobiliari, suddivisione dei beni in comune, ad esempio immobili in comproprietà, conto corrente, etc) è consentito ricorrere al Tribunale solo per disciplinare l’affidamento, collocamento e mantenimento dei figli. 

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  • ED INOLTRE L’AVVOCATO DIRITTO DI FAMIGLIA BOLOGNA TRATTA
  • 1) ricorsi per la separazione consensualedei coniugi;
  • 2) separazione con negoziazione assistita(c.d. separazione davanti all’Avvocato, senza ricorso in Tribunale);

3) ricorsi per la separazione giudiziale dei coniugi; Sono i casi in cui i coniugi hanno entrambi la volontà di separarsi ovvero si sono resi conto che non risulta possibile continuare nel rapporto matrimoniale anche per il bene dei figli, oltre che delle parti stesse.

In questi casi le parti possono rivolgersi entrambi ad un unico avvocato che provvederà a stimolare la riflessione su quegli elementi da risolvere prima di predisporre il ricorso per separazione, ovvero a puntualizzare in una scrittura privata gli accordi raggiunti o a suggerire accordi opportuni caso per caso.

Ovviamente un ricorso per separazione consensuale congiunto riduce i costi per le parti e i tempi di raggiungimento dell’accordo.

 

  • 4) ricorsi per l’ottenimento del divorzio congiunto(scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio concordatario);
  • Che cos’è Il divorzio breve, ? Il divorzio breve è una nuova procedura inaugurata insieme alla separazione breve, che permette ai coniugi che intendono far cessare o sciogliere gli effetti civili del matrimonio o che hanno una separazione in corso di chiederlo in tempi velocissimi. 

5) divorzio con negoziazione assistita (c.d. divorzio davanti all’Avvocato, senza ricorso in Tribunale); l divorzio stabilisce lo scioglimento del matrimonio civile o la cessazione degli effetti civili del matrimonio concordatario. La pronuncia del divorzio non incide, però, sul sacramento religioso. 
Col divorzio congiunto le parti stabiliscono consensualmente di adire, il Tribunale nella sede competente, per la cessazione degli effetti civili del matrimonio concordatario o lo scioglimento del matrimonio civile, nonché per tutti i patti accessori e precisamente: assegnazione della casa coniugaleaffidamento dei figli minorenni e la allocazione degli stessi, assegno di mantenimento per i figli minorenni o per i figli maggiorenni non economicamente autosufficienti ed eventualmente assegno al coniuge economicamente più debole.

  • 6) ricorsi per l’ottenimento del divorzio giudiziale(scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio concordatario);
  • 7) ricorsi congiunti o giudiziali per la modifica delle condizioni di separazione o di divorzio;
  • 8) assistenza e consulenza legalenel diritto di famiglia e mediazione familiare;

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AVVOCATI A BOLOGNAGli accordi su questioni rilevanti

 

Le mosse per arrivare all’omologazione partono, in caso di separazione consensuale, dall’accordo tra i coniugi su questioni rilevanti, come l’affidamento e il mantenimento dei figli. Se i punti dell’accordo vengono tuttavia ritenuti dal tribunale in contrasto con l’interesse dei bambini, i genitori vengono riconvocati per indicare loro quali sono le modifiche opportune. Se queste non vengono accolte (o se comunque l’accordo non raggiunge uno stato valutato come idoneo), il magistrato può rifiutare l’omologazione.

 

Modifiche delle condizioni per la separazione

 

Per le modifiche, deve essere sempre il tribunale a intervenire. Lo fa una volta sentite le parti in causa e, nel caso si renda necessario, può acquisire mezzi istruttori (ad esempio, testimonianze, consulenze psicologiche e documenti che attestino cambiamenti nel tenore di vita di una delle persone della famiglia che si è sciolta). Inoltre, nel caso poi in cui il tribunale non possa pronunciarsi nell’immediato, si può ricorrere a provvedimenti provvisori su temi come l’affidamento, l’assegnazione della casa o il mantenimento dei figli o dell’ex coniuge.

 

Il rispetto dei diritti dei figli

 

I bambini hanno diritto a un rapporto equilibrato e continuativo con i genitori. Inoltre, tra i loro diritti, rientrano le cure, l’educazione, l’istruzione e l’assistenza morale. A questi si aggiungono i rapporti con i nonni e con i parenti sia del padre che della madre e per soddisfare ciascuno di questi diritti, il giudice adotta provvedimenti che li garantiscano. Come primo passo, si verifica la possibilità che i bambini siano affidati a entrambi i genitori. Se questo non è possibile, allora il giudice indica quale sarà il genitore affidatario determinando quando e come l’altro potrà essere vedere i figli. Inoltre stabilisce anche come e quanto madre e padre devono contribuire dal punto di vista economico. Se infine nessuno dei genitori viene ritenuto idoneo, allora il giudice si può avvalere dell’affidamento familiare e una copia del provvedimento deve essere trasmessa dal pubblico ministero al giudice tutelare.

 

I minori: chi prende le decisioni

 

Si chiama responsabilità genitoriale e viene esercitata da entrambi i genitori. Le decisioni, dunque, devono essere prese di comune accordo tenendo presente specifiche condizioni dei figli, come le loro capacità, le loro inclinazioni naturali e le loro aspirazioni. Se questo accordo non c’è, ecco allora che interviene il giudice il quale, per le questioni di ordinaria amministrazione (quelle che riguardano la quotidianità), può disporre anche che i genitori agiscano separatamente. Se poi un genitore non si attenesse alle condizioni stabilite, il giudice può decidere di modificare le modalità di affidamento.

 

Il mantenimento dei bambini

 

Se ne deve occupare ciascun genitore in modo proporzionale al proprio reddito. Se viene definito un assegno periodico (adeguato nel tempo in base agli indici Istat, a meno di parametri differenti indicati dalle parti o dal giudice), il suo importo tiene conto delle esigenze del bambino, del suo tenore di vita quando i genitori ancora convivevano, della durata del periodo che trascorre con ciascuno, delle risorse dei genitori e della portata dei compiti che si assumono sia la madre che il padre. Ovviamente, per procedere, occorre che siano disponibili informazioni economiche sui coniugi e se queste non risultano abbastanza chiare e documentate, allora può essere disposto un accertamento da parte della polizia tributaria su redditi e beni anche intestati a terzi.

 

La casa familiare, la residenza e il domicilio

 

La casa familiare viene assegnata anche in questo caso in base all’interesse dei figli e l’assegnatario può vedersela revocare nel caso non vi abiti o non vi abiti stabilmente. Lo stesso accade se decide di convivere more uxorio o se si sposa di nuovo. Il provvedimento di assegnazione (o anche quello di revoca) può essere trascrivibile e ci si può opporre. Inoltre, entrambi i genitori sono obbligati a comunicarsi cambi di residenza o di domicilio e per farlo devono rispettare il termine perentorio di trenta giorni. Se ciò non accade, occorre risarcire l’eventuale danno derivato dalle difficoltà di rintracciare il genitore che non ha rispettato quest’obbligo.

 

I rapporti patrimoniali tra i coniugi

 

Infine anche il coniuge che non gode di un adeguato reddito proprio e a cui non è addebitabile la separazione ha diritto a ricevere un importo per il proprio mantenimento, oltre a quanto già definito per gli alimenti ai figli. Quell’importo viene indicato in base alla condizione e al reddito dell’altro coniuge e se il giudice ha motivo di temere che questi non rispetti l’obbligo, può imporgli di fornire adeguate garanzie reali o personali. Inoltre, se l’inadempienza diventa realtà, l’avente diritto chiede al giudice di disporre il sequestro di una parte dei beni dell’ex coniuge e di ordinare a terzi tenuti a versamenti periodici al trasgressore dell’obbligo (ad esempio, datori di lavori) di destinare una parte di quei versamenti agli aventi diritto.

Avvocato matrimonialista divorzista Sergio Armaroli-STUDI LEGALI BOLOGNA:STUDIO LEGALE DELL’AVVOCATO SERGIO ARMAROLI

FOTO TRADIMENTO DIVORZIO 3Avvocato matrimonialista divorzista Sergio Armaroli divorzista a Bologna

Sono l’Avvocato Sergio Armaroli, avvocato divorzista e matrimonialista esperto in separazione e divorziofondatore dello studio legale Armaroli di Bologna.

Diverse volte ricevo coniugi che intendono separarsi, magari dopo una vita passata insieme.

Non é la presenza di un terzo uomo o donna; spesso la causa delle separazioni ma l’incomunicabilità tra la coppia.

Molto spesso una conseguenza delle separazioni é l’impoverimento economico della coppia, occorrono infatti spesso due case, due macchine, e la famiglia tipo che a fatica riusciva a mantenere un decoroso tram tram familiare, a seguito della separazione incomincia ad avere problemi economici.

Il marito spesso deve cercarsi un nuovo alloggio, deve versare il mantenimento per la moglie e per i figli, vivere da solo, con l’insorgenza di spese straordinarie, come dover magari uscire più spesso per vincere la solitudine che é conseguenza della fine di un rapporto che dura da anni.

Ho assistito spesso al tracollo economico dei coniugi a seguito di separazione coniugale, le spese purtroppo raddoppiano, la necessità psicologica di non rimanere da soli.

La necessità economica porta gli ex coniugi a dover uscire, spesso con amici ,a frequentare locali e si sa le spese spesso sono alte.

Sembrerà strano, ma io sono personalmente contrario alla facilità con la quale molte coppie ricorrono alle separazioni e divorzi, con ciò esprimendo unicamente una mia valutazione personale.

Con questo non voglio dire che se all’interno della coppia non vi é più la possibilità di andare avanti la stessa non debba serenamente pensare a una soluzione di separazione.

Voglio solo sottolineare come un divorzio spesso é come una sentenza di fallimento dichiara infatti la fine di una unione matrimoniale con effetti economici spesso assai gravosi.

La casa coniugale normalmente viene assegnata al coniuge affidatario dei figli, mentre i coniugi possono chiedere l’affido congiunto dei figli, e forse é una strada assai meno gravosa per gli stessi figli.

Avvocato divorzista Bologna-avvocato matrimonialista Bologna cos atratta ? l’avvocato Matrimonialista o divorzista a Bologna tratta la complessa materia dello scioglimento del matrimonio e delle crisi dello stesso.

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DIVORZIO BREVE- LEGGE DIVORZIO BREVE -Avvocato Divorzista-SERGIO ARMAROLI

 

La legge n .55 del 06 Maggio 2015 si riducono i tempi che intercorrono tra separazione e divorzio,il testo prevede che se vi è l’accordo tra i coniugi saranno sufficienti 6 mesi e 12 negli altri casi.Dunque si passa dai 3 anni previsti dalla vecchia normativa a 6 o 12 mesi.

Disposizioni in materia di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio nonché di comunione tra i coniugi

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Art. 1.

 

1. Al secondo capoverso della lettera b) del numero 2) dell’articolo 3 della legge 1° dicembre 1970, n. 898, e successive modificazioni, le parole: «tre anni a far tempo dalla avvenuta comparizione dei coniugi innanzi al presidente del tribunale nella procedura di separazione personale anche quando il giudizio contenzioso si sia trasformato in consensuale» sono sostituite dalle seguenti: «dodici mesi dall’avvenuta comparizione dei coniugi innanzi al presidente del tribunale nella procedura di separazione personale e di sei mesi nel caso di separazione consensuale, anche quando il giudizio contenzioso si sia trasformato in consensuale».

 

Art. 2.

 

1. All’articolo 191 del codice civile, dopo il primo comma è inserito il seguente:

 

«Nel caso di separazione personale, la comunione tra i coniugi si scioglie nel momento in cui il presidente del tribunale autorizza i coniugi a vivere separati, ovvero alla data di sottoscrizione del processo verbale di separazione consensuale dei coniugi dinanzi al presidente, purché omologato. L’ordinanza con la quale i coniugi sono autorizzati a vivere separati è comunicata all’ufficiale dello stato civile ai fini dell’annotazione dello scioglimento della comunione».

 

Art. 3.

 

1. Le disposizioni di cui agli articoli 1 e 2 si applicano ai procedimenti in corso alla data di entrata in vigore della presente legge, anche nei casi in cui il procedimento di separazione che ne costituisce il presupposto risulti ancora pendente alla medesima data.

 

 

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CONSULENZA PER SEPARAZIONI E DIVORZI

Molte coppie chiedono consulenza ad un avvocato divorzista per porre fine al matrimonio o per conoscere quali siano i loro diritti nel caso di una futura cessazione di tale unione.

Scegliere di farsi assistere da un avvocato specializzato in questo settore è importante, al fine di espletare nel più breve tempio possibile tutte le pratiche necessarie e gestire nel migliore dei modi una situazione così delicata e dolorosa.

 

La consulenza

 

Affidarsi agli avvocati divorzisti dello Studio Legale Avvocato Sergio Armaroli significa scegliere una guida in grado di aiutare io propri assistiti ad uscire nel migliore dei modi da una situazione che, se mal assistita, rischia di trascinarsi senza soluzione per anni.

 

L’assistenza legale per le separazioni e i divorzi include la presenza dell’avvocato per la risoluzione di tutta una serie di problematiche, dalla definizione degli assegni di mantenimento all’affidamento dei minori fino alla determinazione delle modalità del procedimento. Prima del divorzio vero e proprio, le coppie possono chiedere la separazione. Quest’ultima è una sorta di pausa volontaria dal rapporto in attesa di una riconciliazione e di uno scioglimento definitivo del vincolo matrimoniale.

 

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Dopo il via libera del Senato è arrivata l’approvazione anche della Camera dei Deputati alla legge di conversione del decreto legge 132 del 2014, contenente anche la disciplina della negoziazione assistita per i provvedimenti di separazione personale e di divorzio. Ecco le maggiori novità:

La ratio della disciplina è semplificare le procedure al fine di sgravare i giudici da parte del lavoro e quindi smaltire tutto l’arretrato del processo civile, inoltre, viene limitata la litigiosità dei coniugi. A quali atti si applica tale procedura?

Questa procedura semplificata può essere usata per:

provvedimenti di separazione personale dei coniugi;

-provvedimenti per la cessazione degli effetti civili del matrimonio, scioglimento del matrimonio (divorzio), se è trascorso il periodo stabilito per legge;

– provvedimenti che modificano gli accordi di separazione o di divorzio.

La semplificazione della procedura è rilevante: è necessario recarsi da un avvocato e stipulare un accordo in forma scritta. Questo deve essere trasmesso al Pubblico Ministero del tribunale competente entro 10 giorni, in seguito a nulla osta, l’avvocato deve obbligatoriamente trasmettere una copia autentica dell’accordo all’Ufficiale di Stato Civile del Comune presso il quale il matrimonio è stato iscritto o trascritto. L’Ufficiale provvederà quindi ad annotare lo stesso nei registri.

Si puo rendere il divorzio ancora piu celere attraverso l’istituto della negoziazione assistita, istituto che consente ai coniugi di divorziare direttamente davanti all’avvocato; in questo modo si otterrebbe la trascrizione allo stato civile e, dunque, la liberta di stato poco dopo la firma davanti all’avvocato.

 

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