051.6447838 [email protected]

VADEMECUM SEPARAZIONI BOLOGNA,

ACHI3

AVVOCATO MATRIMONIALISTA BOLOGNA

avvocato-ed-artistaBologna avvocati ,avvocati lavoro, avvocati penale

avvocati Bologna, avvocato matrimonialista Bologna, separazioni Bologna, avvocato per separazione Bologna, avvocato per divorzio Bologna

AVVOCATI A BOLOGNAImola avvocati ,avvocati lavoro, avvocati penale

AVVOCATI A BOLOGNACasalecchio di Reno avvocati ,avvocati lavoro, avvocati penale

 afa3

San Lazzaro di Savena avvocati ,avvocati lavoro, avvocati penale

AVVOCATI A BOLOGNAValsamoggia avvocati ,avvocati lavoro, avvocati penale

 

San Giovanni in avvocati ,avvocati lavoro, avvocati penale Persiceto

 

Castel San Pietroavvocati ,avvocati lavoro, avvocati penale Terme

 afa1

Zola Predosa avvocati ,avvocati lavoro, avvocati penale

 

Budrio avvocati ,avvocati lavoro, avvocati penale

Avvocati matrimonialisti Bologna,avvocati separazione e divorzi Bologna, avvocati famigliaristi bologna avvocato lavoro Bologna. Avvocati provincia Bologna, avvocati incidete Bologna, avvocati danno Bologna, avvocati penale Bologna, avvocati cause lavoro Bologna, avvocati cause ereditarie Bologna, avvocati diritto civile bologna, avvocati consulenza Bologna, avvocati Malasanità Bologna, avvocati diritto immobiliare Bologna, avvocati impresa Bologna

 

 AARIOLVE CHIAMA

 

Sentenza 9 – 11 febbraio 2015, n. 11

 

 

L’esistenza, presupposta dal rimettente, di un “diritto vivente” secondo cui l’assegno divorzile ex art. 5, sesto comma, della legge n. 898 del 1970 «deve necessariamente garantire al coniuge economicamente più debole il medesimo tenore di vita goduto in costanza di matrimonio» non trova, infatti, riscontro nella giurisprudenza del giudice della nomofilachia (che costituisce il principale formante del diritto vivente), secondo la quale, viceversa, il tenore di vita goduto in costanza di matrimonio non costituisce l’unico parametro di riferimento ai fini della statuizione sull’assegno divorzile.

 

La Corte di cassazione, in sede di esegesi della normativa impugnata, ha anche di recente, in tal senso, appunto, ribadito il proprio «consolidato orientamento», secondo il quale il parametro del «tenore di vita goduto in costanza di matrimonio» rileva, bensì, per determinare «in astratto […] il tetto massimo della misura dell’assegno» (in termini di tendenziale adeguatezza al fine del mantenimento del tenore di vita pregresso), ma, «in concreto», quel parametro concorre, e va poi bilanciato, caso per caso, con tutti gli altri criteri indicati nello stesso denunciato art. 5.

 afd6

Tali criteri (condizione e reddito dei coniugi, contributo personale ed economico dato da ciascuno alla formazione del patrimonio comune, durata del matrimonio, ragioni della decisione) «agiscono come fattori di moderazione e diminuzione della somma considerata in astratto» e possono «valere anche ad azzerarla» (così testualmente, da ultimo, Corte di cassazione, prima sezione civile, sentenza 5 febbraio 2014, n. 2546; in senso conforme, sentenze 28 ottobre 2013, n. 24252; 21 ottobre 2013, n. 23797; 12 luglio 2007, n. 15611; 22 agosto 2006, n. 18241; 19 marzo 2003, n. 4040, ex plurimis).

 

VADEMECUM SEPARAZIONI BOLOGNA, AVVOCATO MATRIMONIALISTA BOLOGNA, Separazione consensuale Bologna., avvocato separazione divorzi Bologna, separazione Tribunale Bologna

VADEMECUM SEPARAZIONI BOLOGNA, AVVOCATO MATRIMONIALISTA BOLOGNA, Separazione consensuale Bologna., avvocato separazione divorzi Bologna, separazione Tribunale Bologna

 

Corte Costituzionale

 

Sentenza 9 – 11 febbraio 2015, n. 11

 afd2afa1

Presidente Criscuolo – Redattore Morelli

 

Sentenza

 

Nel giudizio di legittimità costituzionale dell’art. 5, sesto comma, della legge 1° dicembre 1970, n. 898 (Disciplina dei casi di scioglimento del matrimonio), come modificato dall’art. 10 della legge 6 marzo 1987, n. 74 (Nuove norme sulla disciplina dei casi di scioglimento di matrimonio), promosso dal Tribunale ordinario di Firenze nel procedimento vertente tra F.G. e M.P., con ordinanza del 22 maggio 2013, iscritta al n. 239 del registro ordinanze 2013 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 46, prima serie speciale, dell’anno 2013.

 

Visti l’atto di costituzione di F.G., nonché l’atto di intervento del Presidente del Consiglio dei ministri;

 

udito nell’udienza pubblica del 27 gennaio 2015 il Giudice relatore Mario Rosario Morelli;

 

uditi l’avvocato Filippo Donati per F.G. e l’avvocato dello Stato Paolo Marchini per il Presidente del Consiglio dei ministri.

 

Ritenuto in fatto

 

1.– Nel corso di un giudizio civile per scioglimento di matrimonio, l’adito Tribunale ordinario di Firenze ha ritenuto rilevante e non manifestamente infondata, in riferimento agli artt. 2, 3 e 29 della Costituzione – ed ha, per ciò, sollevato, con l’ordinanza in epigrafe – questione di legittimità costituzionale dell’art. 5, sesto comma, della legge 1° dicembre 1970, n. 898 (Disciplina dei casi di scioglimento del matrimonio), come modificato dall’art. 10 della legge 6 marzo 1987, n. 74 (Nuove norme sulla disciplina dei casi di scioglimento di matrimonio), nell’interpretazione, che assume consolidatasi in termini di diritto vivente, per cui, in presenza di una disparità economica tra coniugi, «l’assegno divorzile […] deve necessariamente garantire al coniuge economicamente più debole il medesimo tenore di vita goduto in costanza di matrimonio».

 AAAAFOTO BRACCIO DI FERROAVVOCATO SERGIO ARMAROLI

Ad avviso del rimettente, la norma, così censurata si porrebbe, infatti, in contrasto con l’art. 3 Cost., sotto il profilo della ragionevolezza, in quanto l’assegno di divorzio, pur avendo una finalità meramente assistenziale, finirebbe con l’attribuire l’obbligo di garantire per tutta la vita un tenore di vita agiato in favore del coniuge ritenuto economicamente più debole; con l’art. 2 Cost., sotto il profilo del dovere di solidarietà, in quanto la tutela del coniuge debole non comporterebbe l’obbligo di consentire, ben oltre il contesto matrimoniale, il mantenimento delle medesime condizioni economiche godute durante lo stesso matrimonio; con l’art. 29 Cost., in quanto risulterebbe anacronistico ricondurre l’assegno divorzile al tenore di vita goduto in costanza di matrimonio, senza considerare l’attuale portata del divorzio, della famiglia e del ruolo dei coniugi.

 

2.– In questo giudizio è intervenuto il Presidente del Consiglio dei ministri, per il tramite dell’Avvocatura generale dello Stato, che ha eccepito l’inammissibilità e, in subordine, la non fondatezza della questione.

 

3.– Opposte conclusioni (adesive alla prospettazione del Tribunale a quo) ha formulato, invece, la difesa del coniuge F.G., attore nel giudizio principale.

 

Considerato in diritto

 

1.– Il Tribunale ordinario di Firenze solleva, in riferimento agli artt. 2, 3 e 29 della Costituzione, questione di legittimità costituzionale dell’art. 5, sesto comma, della legge 1° dicembre 1970, n. 898 (Disciplina dei casi di scioglimento del matrimonio), come modificato dall’art. 10 della legge 6 marzo 1987, n. 74 (Nuove norme sulla disciplina dei casi di scioglimento di matrimonio), «nell’interpretazione di diritto vivente per cui […] l’assegno divorzile deve necessariamente garantire al coniuge economicamente più debole il medesimo tenore di vita goduto in costanza di matrimonio».

 

Ad avviso del rimettente, il «diritto vivente», fatto oggetto di censura, violerebbe, infatti, l’art. 3 Cost., sotto il profilo della ragionevolezza, per la «contraddizione logica» che, quel giudice ravvisa, «fra l’istituto del divorzio, che ha come scopo proprio quello della cessazione del matrimonio e dei suoi effetti, e la disciplina in questione, che di fatto proietta oltre l’orizzonte matrimoniale il “tenore di vita” in costanza di matrimonio»; contrasterebbe, inoltre, “per eccesso” con il dovere di solidarietà di cui all’art. 2 Cost., e violerebbe, infine, anche l’art. 29 Cost., «esprimendo una concezione “criptoindissolubilista” del matrimonio che appare oggi anacronistica».

 

2.– Della questione così sollevata il Tribunale a quo ha plausibilmente motivato la rilevanza, con riferimento alla rispettiva situazione economica, pregressa ed attuale, dei due coniugi: per cui non ha fondamento l’eccezione di inammissibilità, per tal profilo, sollevata dall’Avvocatura generale dello Stato.

 

3.– Sempre in punto di ammissibilità della riferita questione, non può addebitarsi al rimettente di non aver previamente verificato la possibilità di una interpretazione della normativa censurata, conforme ai parametri costituzionali da lui evocati.

 

L’obbligo di una siffatta verifica è, infatti, ineludibile per il giudice a quo solo «in assenza di un diritto vivente» (sentenze n. 190 del 2000, n. 427 del 1999, per tutte). Mentre, in presenza di una interpretazione del dato normativo consolidatasi – come nella specie si assume – in termini di “diritto vivente”, quel giudice ha la facoltà di uniformarvisi o meno (sentenze n. 117 del 2012 e n. 91 del 2004), restando quindi libero, nel secondo caso, di assumere proprio quel “diritto vivente” ad oggetto delle proprie censure (ordinanza n. 253 del 2012).

 

4.– Nel merito, la questione non è fondata.

 

L’esistenza, presupposta dal rimettente, di un “diritto vivente” secondo cui l’assegno divorzile ex art. 5, sesto comma, della legge n. 898 del 1970 «deve necessariamente garantire al coniuge economicamente più debole il medesimo tenore di vita goduto in costanza di matrimonio» non trova, infatti, riscontro nella giurisprudenza del giudice della nomofilachia (che costituisce il principale formante del diritto vivente), secondo la quale, viceversa, il tenore di vita goduto in costanza di matrimonio non costituisce l’unico parametro di riferimento ai fini della statuizione sull’assegno divorzile.

 

La Corte di cassazione, in sede di esegesi della normativa impugnata, ha anche di recente, in tal senso, appunto, ribadito il proprio «consolidato orientamento», secondo il quale il parametro del «tenore di vita goduto in costanza di matrimonio» rileva, bensì, per determinare «in astratto […] il tetto massimo della misura dell’assegno» (in termini di tendenziale adeguatezza al fine del mantenimento del tenore di vita pregresso), ma, «in concreto», quel parametro concorre, e va poi bilanciato, caso per caso, con tutti gli altri criteri indicati nello stesso denunciato art. 5.

 

Tali criteri (condizione e reddito dei coniugi, contributo personale ed economico dato da ciascuno alla formazione del patrimonio comune, durata del matrimonio, ragioni della decisione) «agiscono come fattori di moderazione e diminuzione della somma considerata in astratto» e possono «valere anche ad azzerarla» (così testualmente, da ultimo, Corte di cassazione, prima sezione civile, sentenza 5 febbraio 2014, n. 2546; in senso conforme, sentenze 28 ottobre 2013, n. 24252; 21 ottobre 2013, n. 23797; 12 luglio 2007, n. 15611; 22 agosto 2006, n. 18241; 19 marzo 2003, n. 4040, ex plurimis).

VADEMECUM SEPARAZIONI BOLOGNA, AVVOCATO MATRIMONIALISTA BOLOGNA, Separazione consensuale Bologna., avvocato separazione divorzi Bologna, separazione Tribunale Bologna separazione Bologna

VADEMECUM SEPARAZIONI BOLOGNA, AVVOCATO MATRIMONIALISTA BOLOGNA, Separazione consensuale Bologna., avvocato separazione divorzi Bologna, separazione Tribunale Bologna

5.− L’erronea interpretazione della norma denunciata, da cui muove il rimettente, travolge conseguentemente, in radice, tutte le censure, in ragione di tale premessa, dallo stesso formulate.

 

Per Questi Motivi

 

 la Corte Costituzionale

 

dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 5, sesto comma, della legge 1° dicembre 1970, n. 898 (Disciplina dei casi di scioglimento del matrimonio), come modificato dall’art. 10 della legge 6 marzo 1987, n. 74 (Nuove norme sulla disciplina dei casi di scioglimento di matrimonio), sollevata, in riferimento agli artt. 2, 3 e 29 della Costituzione, dal Tribunale ordinario di Firenze, con l’ordinanza in epigrafe indicata.

 

 

Castel Maggioreavvocati ,avvocati lavoro, avvocati penale

AVVOCATI A BOLOGNAPianoro avvocati ,avvocati lavoro, avvocati penale

 

Medicina avvocati ,avvocati lavoro, avvocati penale

 

Molinella avvocati ,avvocati lavoro, avvocati penale

 

Castenaso avvocati ,avvocati lavoro, avvocati penale

 

Separazione consensuale Bologna., avvocato separazione divorzi Bologna, separazione Tribunale Bologna 

Sasso Marconi

 

Crevalcore avvocati ,avvocati lavoro, avvocati penale

 

Calderara di Renoavvocati ,avvocati lavoro, avvocati penale

AVVOCATO DIVORZIO BREVE BOLOGNA

 

POCHI MESI PER IL DIVORZIO !!!!

 

RINUNCIA EREDITA’ COSA E’ ?QUANDO FARLA ? AVVOCATO SUCCESSIONI BOLOGNA effetti della rinuncia all eredità rinuncia successione conseguenze rinuncia eredità costi rinuncia eredità rinuncia eredità termine rinuncia eredità minorenni rinuncia eredità modulo rinuncia eredità debiti

RINUNCIA EREDITA’ COSA E’ ?QUANDO FARLA ? AVVOCATO SUCCESSIONI BOLOGNA effetti della rinuncia all eredità rinuncia successione conseguenze rinuncia eredità costi rinuncia eredità rinuncia eredità termine rinuncia eredità minorenni rinuncia eredità modulo rinuncia eredità debiti

Trascorso il termine di 6 mesi o un anno dalla separazione i coniugi possono chiedere lo scioglimento del matrimonio e procedere quindi con il divorzio.

Nel Divorzio Congiunto, ora diventato divorzio breve, il procedimento viene avviato dai coniugi separati in maniera consensuale. Essi devono raggiungere l’accordo su tutte le condizioni dello scioglimento del matrimonio.

In particolare sull’affidamento e il mantenimento dei figli, sul mantenimento o meno del coniuge più debole, sull’assegnazione della casa coniugale e sulla spartizione dei beni comuni.

 

Il divorzio diviene dunque consensuale e comporta molti vantaggi per le coppie di coniugi: è meno costoso, più rapido e quindi meno traumatico per i coniugi e per i figli.Chiedi all’avvocato matrimonialista Bologna Sergio Armaroli

L’avvocato matrimonialista Bologna può assistervi anche laddove non sia ancora stata raggiunta la concordia su tutte le condizioni di divorzio, attraverso incontri di mediazione e consulenza al fine di presentare il ricorso con la sottoscrizione di entrambi i coniugi.

  1. i tempi che devono intercorrere fra la separazione e la richiesta per ottenere il divorzio sono ridotti dagli attuali tre anni a dodici mesi in caso di “separazione giudiziale” (quando cioè il divorzio viene chiesto da uno dei due coniugi) e a sei mesi quando la separazione è invece consensuale.
  2. la separazione decorre dalla comparsa dei coniugi davanti al presidente del tribunale
  3. anticipato il momento dello scioglimento della comunione dei beni tra i coniugi: prima si realizzava solo con il passaggio in giudicato della sentenza di separazione, ora la comunione «si scioglie nel momento in cui il presidente del tribunale autorizza i coniugi a vivere separati»
  4. la nuova legge si applica anche ai procedimenti in corso.
  5. la nuova legge  non prevede il divorzio immediato in assenza di un periodo di separazione

 

LEGGE 6 maggio 2015, n. 55

Disposizioni in materia di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio nonche’ di comunione tra i coniugi. (15G00073)

(GU n.107 del 11-5-2015)

Vigente al: 26-5-2015

 

 

La  Camera  dei  deputati  ed  il  Senato  della  Repubblica  hanno approvato;

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

 

Promulga

la seguente legge:

Art. 1

  1. Al  secondo  capoverso  della  lettera  b),  del   numero   2), dell’articolo 3 della legge 1° dicembre 1970, n.  898,  e  successive modificazioni, le parole: « tre  anni  a  far  tempo  dalla  avvenuta comparizione dei coniugi innanzi al presidente  del  tribunale  nella procedura  di  separazione  personale  anche   quando   il   giudizio contenzioso si sia trasformato in consensuale» sono sostituite  dalle seguenti: «dodici mesi dall’avvenuta comparizione dei coniugi innanzi al presidente del tribunale nella procedura di separazione  personale e da sei mesi nel caso di separazione consensuale,  anche  quando  il giudizio contenzioso si sia trasformato in consensuale».

Art. 2

  1. All’articolo 191 del codice  civile,  dopo  il  primo  comma  e’ inserito il seguente:

«Nel caso di separazione personale, la comunione tra i coniugi si scioglie nel momento in cui il presidente del tribunale  autorizza  i coniugi a vivere separati, ovvero alla  data  di  sottoscrizione  del processo verbale di separazione consensuale dei  coniugi  dinanzi  al presidente, purche’ omologato. L’ordinanza con  la  quale  i  coniugi sono autorizzati a vivere separati e’ comunicata all’ufficiale  dello stato  civile  ai  fini  dell’annotazione  dello  scioglimento  della comunione».

Art. 3

  1. Le disposizioni di cui agli articoli  1  e  2  si  applicano  ai procedimenti in corso alla data di entrata in vigore  della  presente legge, anche nei casi in cui il procedimento di  separazione  che  ne costituisce il presupposto  risulti  ancora  pendente  alla  medesima data.

La presente legge, munita del sigillo dello Stato,  sara’  inserita nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato.

Data a Roma, addi’ 6 maggio 2015

MATTARELLA

 

Avvocati esperti Affidamento Esclusivo e Affidamento Condiviso

Avvocati matrimonialisti Bologna,avvocati separazione e divorzi Bologna, avvocati famigliaristi bologna avvocato lavoro Bologna. Avvocati provincia Bologna, avvocati incidete Bologna, avvocati danno Bologna, avvocati penale Bologna, avvocati cause lavoro Bologna, avvocati cause ereditarie Bologna, avvocati diritto civile bologna, avvocati consulenza Bologna, avvocati Malasanità Bologna, avvocati diritto immobiliare Bologna, avvocati impresa Bologna

 

divorzio breve legge  
divorzio breve con figli  
divorzio breve termini  
divorzio breve comune  
divorzio breve tempi  
divorzio breve gazzetta ufficiale  
   
   
divorzio breve procedura  
divorzio breve divorzio breve al comunedivorzio breve avvocatodivorzio breve applicazionedivorzio breve applicabilitàdivorzio breve a chi si applicadivorzio breve assehttp://www.studiolegale-bologna.it/divorzio breve in italia  
divorzio breve  
divorzio breve al comune  
divorzio breve avvocato  
divorzio breve applicazione  
divorzio breve applicabilità  
divorzio breve a chi si applica  
divorzio breve assegno mantenimento  
   
divorzio breve assegno divorzile  
divorzio breve assistito  
divorzio breve bologna  
   

Ozzano dell’Emiliaavvocati ,avvocati lavoro, avvocati penale

 

Anzola dell’Emiliaavvocati ,avvocati lavoro, avvocati penale

 

San Pietro in Casale

 

Granarolo dell’Emiliaavvocati ,avvocati lavoro, avvocati penale

 

Monte San Pietro

 

Argelato avvocati ,avvocati lavoro, avvocati penale

 

Malalbergo avvocati ,avvocati lavoro, avvocati penale

 

Minerbio avvocati ,avvocati lavoro, avvocati penale

 

San Giorgio di Piano

 

Sala Bolognese

 

Vergato

 

Sant’Agata Bologneseavvocati ,avvocati lavoro, avvocati penale

 

Pieve di Cento avvocati ,avvocati lavoro, avvocati penale

 

Baricella avvocati ,avvocati lavoro, avvocati penale

 

VADEMECUM SEPARAZIONI BOLOGNA, AVVOCATO MATRIMONIALISTA BOLOGNA, Separazione consensuale Bologna., avvocato separazione divorzi Bologna, separazione Tribunale Bologna

VADEMECUM SEPARAZIONI BOLOGNA, AVVOCATO MATRIMONIALISTA BOLOGNA, Separazione consensuale Bologna., avvocato separazione divorzi Bologna, separazione Tribunale Bologna

Marzabotto avvocati ,avvocati lavoro, avvocati avvocati ,avvocati lavoro, avvocati penale penale

 

Dozza avvocati ,avvocati lavoro, avvocati penale

 

Castello d’Argileavvocati ,avvocati lavoro, avvocati penale

 

Monzuno avvocati ,avvocati lavoro, avvocati penale

 

Monterenzio avvocati ,avvocati lavoro, avvocati penale

 

Castiglione dei Pepoliavvocati ,avvocati lavoro, avvocati penale

 

Bentivoglio avvocati ,avvocati lavoro, avvocati penale

 

Galliera avvocati ,avvocati lavoro, avvocati penale

Diapositiva1

Gaggio Montanoavvocati ,avvocati lavoro, avvocati penale

 

Porretta Terme avvocati ,avvocati lavoro, avvocati penale

 

Mordano avvocati ,avvocati lavoro, avvocati penale

 

Castel Guelfo di Bologna avvocati ,avvocati lavoro, avvocati penale

 

Loiano avvocati ,avvocati lavoro, avvocati penale

 

San Benedetto Val di Sambro avvocati ,avvocati lavoro, avvocati penale

 

Grizzana Morandi

 

Monghidoro avvocati ,avvocati lavoro, avvocati penale

 

Casalfiumanese avvocati ,avvocati lavoro, avvocati penale

 

Castel di Casio avvocati ,avvocati lavoro, avvocati penale

 

Borgo Tossignanoavvocati ,avvocati lavoro, avvocati penale

 

Lizzano in Belvedere

 

Granaglione avvocati ,avvocati lavoro, avvocati penale

 

Camugnano avvocati ,avvocati lavoro, avvocati penale

 

Fontanelice avvocati ,avvocati lavoro, avvocati penale

 

Castel d’Aiano

 

Castel del Rio avvocati ,avvocati lavoro, avvocati penale

 

FOTO BECCARIA MEDICA 3

avvocati Bologna, avvocato matrimonialista Bologna,

separazioni Bologna, avvocato per separazione Bologna,

avvocato per divorzio Bologna

 

Due tipi :

  1. 1.   separazione consensuale,
  2. 2.   separazione giudiziale

QUALE DIFFERENZA TRA SEPARAZIONE 

CONSENSUALE E SEPARAZIONE GIUDIZIALE?

 

La separazione consensuale si fa con l’accordo dei coniugi, che si accordano sull’affido dei figli e sull’assegnazione della casa coniugale.

 

Di gran lunga è la separazione piu’ utilizzata ,  sia per i tempi che per i costi inferiori

Avvocati matrimonialisti Bologna,avvocati separazione e divorzi Bologna, avvocati famigliaristi bologna avvocato lavoro Bologna. Avvocati provincia Bologna, avvocati incidete Bologna, avvocati danno Bologna, avvocati penale Bologna, avvocati cause lavoro Bologna, avvocati cause ereditarie Bologna, avvocati diritto civile bologna, avvocati consulenza Bologna, avvocati Malasanità Bologna, avvocati diritto immobiliare Bologna, avvocati impresa Bologna

 

Quando abbiamo la separazione giudiziale ?

Quando impossibilitati i coniugi di trovare un accordo, o sui figli o sulla casa coniugale, o sui mobili o sui soldi ricorrono alla decisione del Tribunale ,  chiedendo spesso un addebito all’altro coniuge.

FOTO BECCARIA MEDICA 2 

Casi  pratici:

 

Carmelo

 

La moglie frequentava da due anni un altro uomo all’insaputa del marito.

Carmelo voleva l’addebito della separazione per colpa della moglie.

Si è rivolto al Tribunale con una separazione giudiziale chiedendo l’addebito

 

Ma in pratica la dichiarazione di addebito che effetti ha?

Si perde il diritto dell’assegno di mantenimento e ai diritti ereditari del coniuge.

 AVVOCATI A BOLOGNA

Come si svolge la separazione giudiziale ?

La parte che intende  chiedere la separazione giudiziale deve depositare un ricorso per separazione giudiziale, con l’obbligo di assistenza di un avvocato.

 

Alla prima udienza il Presidente di sezione dà i provvedimento urgenti e dichiara la separazione, rinviando poi a un giudice istruttore pe r la causa ,

Nasce quindi una causa ordinaria con prove, memorie ecc ecc

 

Puo’ essere una separazione giudiziale commutata in una separazione consensuale?

 

Certo, in qualsiasi momento, e questo nella realtà avviene spesso !!

  A chi vengono affidati i figli minori?

 

A chi, e con quale criterio, viene assegnata la casa familiare?

 

La casa familiare spetta di preferenza al genitore a cui

 

vengono affidati i figli, anche se è di proprietà comune o

 

dell’altro coniuge o di terzi. Se la casa è in affitto, il contratto

 

viene trasferito a nome del coniuge che vi rimane ad abitare.

 

Se non ci sono figli, la casa resta al coniuge che ne è proprietario o

 

titolare del contratto di locazione; se la casa è dei due coniugi,

 

essi stessi o il Giudice decidono a chi assegnarla, salvo dividerla se è

 

possibile, oppure venderla su accordo delle parti.

 

Cosa  il divorzio?

Il divorzio è quell’istituto che mette fine agli effetti civili del matrimonio

Cosa è l’affido condiviso?

 

La Legge n. 54/2006 che ha introdotto l’affido condiviso parla chiaramente di parità genitoriale e dell’obbligo di concordare le decisioni di maggiore importanza relative ai figli: è ovvio che il trasferimento in un’altra città  rientra nell’ambito delle scelte importanti per la vita dei figli e, quindi, si tratta di una scelta che non può essere fatta unilateralmente da un solo genitore.

La Cassazione con la citata sentenza n.43292/2013 ha affermato il principio in base al quale “l’elusione dell’esecuzione di un provvedimento del giudice civile che riguardi l’affidamento di minori può concretarsi in un qualunque comportamento da cui derivi la ‘frustrazione’ delle legittime pretese altrui, ivi compresi gli atteggiamenti di mero carattere omissivo, quando questi siano finalizzati ad ostacolare ed impedire di fatto l’esercizio del diritto di visita e di frequentazione della prole

Conflittualità tra i genitori

Con l’entrata in vigore della Legge n. 54/2006 si è inteso affermare che il litigioso rapporto tra i genitori non può automaticamente, sempre e comunque, portare a escludere l’affidamento condiviso, attesa la finalità primaria della legge, ossia quella di salvaguardare il diritto del minore alla bigenitorialità e, quindi, la continuità del suo rapporto con entrambi i genitori a prescindere dal fatto che questi siano in pieno conflitto tra di loro.

CASI PRATICI

 

SEPARAZIONE DEI CONIUGI BOLOGNA, CASI PRATICI

 

Irma

 

Aveva il marito che non pagava gli alimenti per i figli minori?

 

Il marito era dipendente di una fabbrica.

 

Si  proceduto a chiedere il pignoramento di parte dello stipendio

 

Sandra

 

Aveva scoperto la relazione del marito che durava da anni,

 

aveva avuto dei sentori ma nessuna certezza, fino a quando non ha trovato il marito insieme all’amante

 

Sandra aveva tre figli dei quali due minori.

 

Ovviamente il marito non poteva negare l’evidenza.

 

Sandra ha proceduto con separazione giudiziale ottenendo giustizia,

 

Carlo

 

La moglie se ne era andata con un altro  e aveva lasciato a Carlo la piccola Bambina.

 

Carlo amava la moglie, del resto la figlia piccola portava meditare bene il da farsi.

 

Riuscimmo a contattare la moglie, a quale firmo’ una separazione consensuale

 

Rosanna e Guido

 

Dopo dieci anni di matrimonio senza figli si accorsero di non amarsi piu’ ognuno voleva la sua libertà.

 

Una bella separazione consensuale liberò i coniugi  e permise loro di affrontare una nuova vita

 

 

accordi di convivenzaaddebito della separazioneadozioni,Affidamento Condiviso E Congiuntoaffidamento dei figli,assegno divorzileassistenza legale Bologna Pratiche di separazione e divorzio assistenza legale Casalfiumanese Pratiche di separazione e divorzio assistenza legale Porretta Terme Pratiche di separazione e divorzio ass,Assistenza Legale – Assegno Di Mantenimento – Assegno Divorzile – Diritto Di Famiglia – Affidamento Condiviso – Separazione Giudiziale Testimonianze Salve mi chiamo AnnamariaAvvocati Anzola Dell’emilia
Avvocati Anzola Emilia
Avvocati Argelato
Avvocati B0logna
Avvocati Baricella
Avvocati Bazzano
Avvocati Benfenatimolinella
Avvocati Bentivolgio
Avvocati Bolgona
Avvocati BolAVVOCATO MATRIMONIALISTA BOLOGNA: ASSEGNAZIONE CASA ALL’EX CONIUGE SENZA FIGLICause legali San Pietro in Casale Pratiche di successione San Pietro in CasaleCause penali San Pietro in CasaleCentoche costituisce un grosso supporto nei momenti di incertezza. Ho trovatoche ho il piacere di godermi ogni giorno 04 April 2014 – Paola Mi sono rivolta all’avvocato Sergio Armarol idi Bologna per un difficile caso di separazionecome: Divorzi (Divorzio Giudiziale E Divorzio Congiunto)consulenza legale relativa a separazioni,convenzioni matrimonialicosa che appariva veramente proibitiva per gli ostacoli che interponeva l’impresa costruttrice. L’indubbia professionalità è stata supportata da un’attività incisiva e da una tenacia non comuni,decadenza potestà genitori,Dichiarazione Giudiziale Di Paternitàdiritti degli ascendenti,diritto penale della famiglia,disconoscimento di paternità,divorzied andare regolarmente a rogitofiliazioneil massimo di una professionalità ineccepibilmente esercitata e sostenuta da rare doti umane. Esprimo con tutto il cuore il mio ringraziamento. Fabiola P.s. non è retoricaimpresa familiarein modo da farmi avere sempre un quadro dettagliato e reale riguardo allo stato della pratica. Ringrazioinabilitazioneinfine e soprattuttointerdizioneLo studio dell’avvocato Sergio Armaroli tratta diritto di famiglia,l’Avv.Sergio Armaroli ha risolto il mio caso in maniera eccellente…. 04 April 2014 – Annamaria In un difficile caso di divorzio l’avvocato Sergio Armaroli mi ha assistito con cortesia e professionalitma il risultato c’è ed è tangibile: casa mia,mantenimento dei minori,mantenimento del coniuge,matrimonio mistomediazione familiaremi rivolgo a tutte le persone che hanno bisogno di un avvocato che sappia risolvere con concretezza il proprio problemaMi sono rivolta a Lei xke’ ho alcune cose da sistemare in merito alla mia separazione. Dal colloquio ke abbiamo avuto posso dire di essere stata molto soddisfatta grazie alla sua competenza e disponibmi sono trovato di recente a dover affrontare diverse problematiche relative al mondo del lavoro. Fortunatamente ho incontrato l’ Avv. Sergio Armaroli il quale ha saputo guidarmi nelle varie situazionmio marito non voleva darmi nulla perché se ne era andato di casa e mi aveva lasciato con tre figli. Con molta cortesia e preparazione l’avvocato Sergio Armaroli mi ha assistita affinchè io potessi av,per aver saputo fornire quel sostegnoper cui avevo già stipulato preliminare di vendita,per l’umanità la cortesia e la disponibilitàper un incidente sulla strada dove io personalmente sono stata investitaproblema di qualsiasi causa si tratti! Ebbene io personalmente mi sono rivolta ad un grande Avvocato Sergio Armaroliriconoscimento del matrimonio o divorzio realizzato all’esteroriconoscimento della separazione e del divorzio estero in Italiarisarcimento dei danni,riuscendo a far valer ei miei diritti… 04 April 2014 – Carlo Mi sono rivolta all’avvocato Sergio Armaroli pe runa separazione ho trovato un avvocato attento e preparato che mi ha dato i giusti consiglSan Giorgio di Piano,Scioglimento Del Matrimonio E Cessazione Degli Effetti Civili,Sospensione Potestà Genitori,strumenti a tutela del corretto adempimento delle obbligazioni alimentariTAG:ANZOLA DELL’EMILIA SEPARAZIONI E DIVORZI AVVOCATO 2. ARGELATO SEPARAZIONI E DIVORZI AVVOCATO 3. BARICELLA SEPARAZIONI E DIVORZI AVVOCATO 4. BENTIVOGLIO SEPARAZIONI E DIVORZI AVVOCATO 5. BOLOGNA SEtutela dei minoriVariazioni Alle Condizioni Di Separazione E Mediazione Familiare,veramenteviolenze intrafamiliarivolte al conseguimento di un risultato che ritenevo impossibile ottenere. Ringrazio anche per le informazioni sempre puntualmente fornitemi riguardo ai singoli atti compiuti

 

 

Bologna avvocati ,avvocati lavoro, avvocati penale

 

Imola avvocati ,avvocati lavoro, avvocati penale

 

Casalecchio di Renoavvocati ,avvocati lavoro, avvocati penale

 

San Lazzaro di Savenaavvocati ,avvocati lavoro, avvocati penale

 

Valsamoggia avvocati ,avvocati lavoro, avvocati penale

 

San Giovanni in avvocati ,avvocati lavoro, avvocati penale Persiceto

 

Castel San Pietro avvocati ,avvocati lavoro, avvocati penale Terme

 

Zola Predosa avvocati ,avvocati lavoro, avvocati penale

 

Budrio avvocati ,avvocati lavoro, avvocati penale

 

Castel Maggioreavvocati ,avvocati lavoro, avvocati penale

 

Pianoro avvocati ,avvocati lavoro, avvocati penale

 

Medicina avvocati ,avvocati lavoro, avvocati penale

 

Molinella avvocati ,avvocati lavoro, avvocati penale

 

Castenaso avvocati ,avvocati lavoro, avvocati penale

 

Sasso Marconi

 

Crevalcore avvocati ,avvocati lavoro, avvocati penale

 

Calderara di Renoavvocati ,avvocati lavoro, avvocati penale

 

Ozzano dell’Emiliaavvocati ,avvocati lavoro, avvocati penale

 

Anzola dell’Emiliaavvocati ,avvocati lavoro, avvocati penale

 

San Pietro in Casale

 

Granarolo dell’Emiliaavvocati ,avvocati lavoro, avvocati penale

 

Monte San Pietro

 

Argelato avvocati ,avvocati lavoro, avvocati penale

 

Malalbergo avvocati ,avvocati lavoro, avvocati penale

 

Minerbio avvocati ,avvocati lavoro, avvocati penale

 

San Giorgio di Piano

 

Sala Bolognese

 

Vergato

 

Sant’Agata Bologneseavvocati ,avvocati lavoro, avvocati penale

 

Pieve di Cento avvocati ,avvocati lavoro, avvocati penale

 

Baricella avvocati ,avvocati lavoro, avvocati penale

 

Marzabotto avvocati ,avvocati lavoro, avvocati avvocati ,avvocati lavoro, avvocati penale penale

 

Dozza avvocati ,avvocati lavoro, avvocati penale

 

Castello d’Argileavvocati ,avvocati lavoro, avvocati penale

 

Monzuno avvocati ,avvocati lavoro, avvocati penale

 

Monterenzio avvocati ,avvocati lavoro, avvocati penale

 

Castiglione dei Pepoliavvocati ,avvocati lavoro, avvocati penale

 

Bentivoglio avvocati ,avvocati lavoro, avvocati penale

 

Galliera avvocati ,avvocati lavoro, avvocati penale

 

Gaggio Montanoavvocati ,avvocati lavoro, avvocati penale

 

Porretta Terme avvocati ,avvocati lavoro, avvocati penale

 

Mordano avvocati ,avvocati lavoro, avvocati penale

 

Castel Guelfo di Bologna avvocati ,avvocati lavoro, avvocati penale

 

Loiano avvocati ,avvocati lavoro, avvocati penale

 

San Benedetto Val di Sambro avvocati ,avvocati lavoro, avvocati penale

 

Grizzana Morandi

 

Monghidoro avvocati ,avvocati lavoro, avvocati penale

 

Casalfiumanese avvocati ,avvocati lavoro, avvocati penale

 

Castel di Casio avvocati ,avvocati lavoro, avvocati penale

ainfo4

Borgo Tossignanoavvocati ,avvocati lavoro, avvocati penale

 

Lizzano in Belvedere

avvocati Bologna, avvocato matrimonialista Bologna, separazioni Bologna, avvocato per separazione Bologna, avvocato per divorzio Bologna

 

Granaglione avvocati ,avvocati lavoro, avvocati penale

 

Camugnano avvocati ,avvocati lavoro, avvocati penale

 

Fontanelice avvocati ,avvocati lavoro, avvocati penale

 

Castel d’Aiano

 

Castel del Rio avvocati ,avvocati lavoro, avvocati penale

SEPARAZIONE ASCOLTO DEL MINORE, SEPARAZIONE VIGILANZA GIUDICE Il giudice tutelare deve vigilare sull’osservanza delle condizioni che il tribunale abbia stabilito per l’esercizio della responsabilità genitoriale e per l’amministrazione dei beni.

 

AFOTOGRAFICA1

Art. 336-bis.Ascolto del minore.

Il minore che abbia compiuto gli anni dodici e anche di età inferiore ove capace di discernimento è ascoltato dal presidente del tribunale o dal giudice delegato nell’ambito dei procedimenti nei quali devono essere adottati provvedimenti che lo riguardano. Se l’ascolto è in contrasto con l’interesse del minore, o manifestamente superfluo, il giudice non procede all’adempimento dandone atto con provvedimento motivato.

L’ascolto è condotto dal giudice, anche avvalendosi di esperti o di altri ausiliari. I genitori, anche quando parti processuali del procedimento, i difensori delle parti, il curatore speciale del minore, se già nominato, ed il pubblico ministero, sono ammessi a partecipare all’ascolto se autorizzati dal giudice, al quale possono proporre argomenti e temi di approfondimento prima dell’inizio dell’adempimento.

Prima di procedere all’ascolto il giudice informa il minore della natura del procedimento e degli effetti dell’ascolto. Dell’adempimento è redatto processo verbale nel quale è descritto il contegno del minore, ovvero è effettuata registrazione audio video.

(1) Articolo inserito dall’art. 53, comma 1, D.Lgs. 28 dicembre 2013, n. n. 154, a decorrere dal 7 febbraio 2014.

Art. 337.Vigilanza del giudice tutelare. Il giudice tutelare deve vigilare sull’osservanza delle condizioni che il tribunale abbia stabilito per l’esercizio della responsabilità genitoriale e per l’amministrazione dei beni.

Capo II

Esercizio della responsabilità genitoriale a seguito di separazione, scioglimento, cessazione degli effetti civili, annullamento, nullità del matrimonio ovvero all’esito di procedimenti relativi ai figli nati fuori del matrimonio.

Art. 337-bis.Ambito di applicazione. In caso di separazione, scioglimento, cessazione degli effetti civili, annullamento, nullità del matrimonio e nei procedimenti relativi ai figli nati fuori del matrimonio si applicano le disposizioni del presente capo.

(1) Articolo inserito dall’art. 55, comma 1, D.Lgs. 28 dicembre 2013, n. n. 154, a decorrere dal 7 febbraio 2014.

Art. 337- ter.Provvedimenti riguardo ai figli. Il figlio minore ha il diritto di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno dei genitori, di ricevere cura, educazione, istruzione e assistenza morale da entrambi e di conservare rapporti significativi con gli ascendenti e con i parenti di ciascun ramo genitoriale.

Per realizzare la finalità indicata dal primo comma, nei procedimenti di cui all’articolo 337-bis, il giudice adotta i provvedimenti relativi alla prole con esclusivo riferimento all’interesse morale e materiale di essa. Valuta prioritariamente la possibilità che i figli minori restino affidati a entrambi i genitori oppure stabilisce a quale di essi i figli sono affidati, determina i tempi e le modalità della loro presenza presso ciascun genitore, fissando altresì la misura e il modo con cui ciascuno di essi deve contribuire al mantenimento, alla cura, all’istruzione e all’educazione dei figli. Prende atto, se non contrari all’interesse dei figli, degli accordi intervenuti tra i genitori. Adotta ogni altro provvedimento relativo alla prole, ivi compreso, in caso di temporanea impossibilità di affidare il minore ad uno dei genitori, l’affidamento familiare. All’attuazione dei provvedimenti relativi all’affidamento della prole provvede il giudice del merito e, nel caso di affidamento familiare, anche d’ufficio. A tal fine copia del provvedimento di affidamento è trasmessa, a cura del pubblico ministero, al giudice tutelare.

La responsabilità genitoriale è esercitata da entrambi i genitori. Le decisioni di maggiore interesse per i figli relative all’istruzione, all’educazione, alla salute e alla scelta della residenza abituale del minore sono assunte di comune accordo tenendo conto delle capacità, dell’inclinazione naturale e delle aspirazioni dei figli. In caso di disaccordo la decisione è rimessa al giudice. Limitatamente alle decisioni su questioni di ordinaria amministrazione, il giudice può stabilire che i genitori esercitino la responsabilità genitoriale separatamente. Qualora il genitore non si attenga alle condizioni dettate, il giudice valuterà detto comportamento anche al fine della modifica delle modalità di affidamento.

Salvo accordi diversi liberamente sottoscritti dalle parti, ciascuno dei genitori provvede al mantenimento dei figli in misura proporzionale al proprio reddito; il giudice stabilisce, ove necessario, la corresponsione di un assegno periodico al fine di realizzare il principio di proporzionalità, da determinare considerando:

1) le attuali esigenze del figlio.

2) il tenore di vita goduto dal figlio in costanza di convivenza con entrambi i genitori.

3) i tempi di permanenza presso ciascun genitore.

4) le risorse economiche di entrambi i genitori.

5) la valenza economica dei compiti domestici e di cura assunti da ciascun genitore.

L’assegno è automaticamente adeguato agli indici ISTAT in difetto di altro parametro indicato dalle parti o dal giudice.

Ove le informazioni di carattere economico fornite dai genitori non risultino sufficientemente documentate, il giudice dispone un accertamento della polizia tributaria sui redditi e sui beni oggetto della contestazione, anche se intestati a soggetti diversi.

Art. 337-quater.Affidamento a un solo genitore e opposizione all’affidamento condiviso. Il giudice può disporre l’affidamento dei figli ad uno solo dei genitori qualora ritenga con provvedimento motivato che l’affidamento all’altro sia contrario all’interesse del minore.

Ciascuno dei genitori può, in qualsiasi momento, chiedere l’affidamento esclusivo quando sussistono le condizioni indicate al primo comma. Il giudice, se accoglie la domanda, dispone l’affidamento esclusivo al genitore istante, facendo salvi, per quanto possibile, i diritti del minore previsti dal primo comma dell’articolo 337-ter. Se la domanda risulta manifestamente infondata, il giudice può considerare il comportamento del genitore istante ai fini della determinazione dei provvedimenti da adottare nell’interesse dei figli, rimanendo ferma l’applicazione dell’articolo 96 del codice di procedura civile.

Il genitore cui sono affidati i figli in via esclusiva, salva diversa disposizione del giudice, ha l’esercizio esclusivo della responsabilità genitoriale su di essi; egli deve attenersi alle condizioni determinate dal giudice. Salvo che non sia diversamente stabilito, le decisioni di maggiore interesse per i figli sono adottate da entrambi i genitori. Il genitore cui i figli non sono affidati ha il diritto ed il dovere di vigilare sulla loro istruzione ed educazione e può ricorrere al giudice quando ritenga che siano state assunte decisioni pregiudizievoli al loro interesse.

Art. 337-quinquies.Revisione delle disposizioni concernenti l’affidamento dei figli

I genitori hanno diritto di chiedere in ogni tempo la revisione delle disposizioni concernenti l’affidamento dei figli, l’attribuzione dell’esercizio della responsabilità genitoriale su di essi e delle eventuali disposizioni relative alla misura e alla modalità del contributo.

Art. 337-sexies.Assegnazione della casa familiare e prescrizioni in tema di residenza.

Il godimento della casa familiare è attribuito tenendo prioritariamente conto dell’interesse dei figli. Dell’assegnazione il giudice tiene conto nella regolazione dei rapporti economici tra i genitori, considerato l’eventuale titolo di proprietà. Il diritto al godimento della casa familiare viene meno nel caso che l’assegnatario non abiti o cessi di abitare stabilmente nella casa familiare o conviva more uxorio o contragga nuovo matrimonio. Il provvedimento di assegnazione e quello di revoca sono trascrivibili e opponibili a terzi ai sensi dell’articolo 2643.

In presenza di figli minori, ciascuno dei genitori è obbligato a comunicare all’altro, entro il termine perentorio di trenta giorni, l’avvenuto cambiamento di residenza o di domicilio. La mancata comunicazione obbliga al risarcimento del danno eventualmente verificatosi a carico del coniuge o dei figli per la difficoltà di reperire il soggetto.

Art. 337-septies.Disposizioni in favore dei figli maggiorenni.

Il giudice, valutate le circostanze, può disporre in favore dei figli maggiorenni non indipendenti economicamente il pagamento di un assegno periodico. Tale assegno, salvo diversa determinazione del giudice, è versato direttamente all’avente diritto.

Ai figli maggiorenni portatori di handicap grave si applicano integralmente le disposizioni previste in favore dei figli minori.

Art. 337-octies.Poteri del giudice e ascolto del minore.

Prima dell’emanazione, anche in via provvisoria, dei provvedimenti di cui all’articolo 337-ter, il giudice può assumere, ad istanza di parte o d’ufficio, mezzi di prova. Il giudice dispone, inoltre, l’ascolto del figlio minore che abbia compiuto gli anni dodici e anche di età inferiore ove capace di discernimento. Nei procedimenti in cui si omologa o si prende atto di un accordo dei genitori, relativo alle condizioni di affidamento dei figli, il giudice non procede all’ascolto se in contrasto con l’interesse del minore o manifestamente superfluo.

Qualora ne ravvisi l’opportunità, il giudice, sentite le parti e ottenuto il loro consenso, può rinviare l’adozione dei provvedimenti di cui all’articolo 337-ter per consentire che i coniugi, avvalendosi di esperti, tentino una mediazione per raggiungere un accordo, con particolare riferimento alla tutela dell’interesse morale e materiale dei figli.

Art. 338.

[Condizioni imposte alla madre superstite.

Il padre può per testamento, per atto pubblico o per scrittura privata autenticata stabilire condizioni alla madre superstite per l’educazione dei figli e per l’amministrazione dei beni.

La madre, che non voglia accettare le condizioni, può domandare di essere dispensata dall’osservanza di esse; e il tribunale provvede in camera di consiglio, assunte informazioni e sentito il pubblico ministero e, se possibile, i parenti sino al terzo grado.]

chiama adesso PREMI