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APPELLO PENALE, DISCUSSIONE APPELLO PENALISTA

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APPELLO PENALE, DISCUSSIONE APPELLO , APPELLO AVVERSO SENTENZA CONDANNA MOTIVI GENERICIAS14

 

APPELLO PENALE, DISCUSSIONE APPELLO , APPELLO AVVERSO SENTENZA CONDANNA

APPELLO PENALE, DISCUSSIONE APPELLO , APPELLO AVVERSO SENTENZA CONDANNA MOTIVI GENERICI
APPELLO PENALE, DISCUSSIONE APPELLO , APPELLO AVVERSO SENTENZA CONDANNA MOTIVI GENERICI

Separazione e divorzio SEPARAZIONE CONSEGUENZE PATRIMONIALISeparazione e divorzio SEPARAZIONE CONSEGUENZE PATRIMONIALI

Appello penale: come si svolge la discussione in Corte d’Appello e perché è decisiva

La discussione dell’appello penale rappresenta uno dei momenti più importanti dell’intero processo. È la fase nella quale il difensore ha l’opportunità di evidenziare gli errori della sentenza di primo grado, valorizzare gli elementi favorevoli all’imputato e chiedere alla Corte una riforma totale o parziale della decisione.

Per un avvocato penalista, la discussione non consiste nella semplice lettura dell’atto di appello, ma in una vera attività di persuasione giuridica, costruita sulla giurisprudenza della Corte di Cassazione, sulla corretta interpretazione delle prove e sul rispetto dei principi costituzionali del giusto processo.

Per chi affronta un procedimento davanti alla Corte d’Appello di Bologna, come davanti alle Corti d’Appello di Parma, Venezia, Milano o Ancona, conoscere il funzionamento dell’udienza di appello è fondamentale.


Cos’è l’appello penale

L’appello è il mezzo ordinario di impugnazione previsto dal codice di procedura penale.

Consente alla parte interessata di chiedere alla Corte d’Appello di riesaminare:

  • la responsabilità penale;
  • la valutazione delle prove;
  • la qualificazione giuridica del fatto;
  • la pena;
  • le aggravanti;
  • le attenuanti;
  • le statuizioni civili;
  • la confisca;
  • le misure di sicurezza.

L’appello non è un nuovo processo completamente autonomo.

È un giudizio di controllo sulla sentenza pronunciata dal Tribunale.


Quali sono gli obiettivi della difesa

Durante l’appello il difensore può chiedere:

  • assoluzione;
  • proscioglimento;
  • dichiarazione di prescrizione;
  • particolare tenuità del fatto;
  • depenalizzazione;
  • riduzione della pena;
  • esclusione delle aggravanti;
  • riconoscimento delle attenuanti generiche;
  • sospensione condizionale;
  • non menzione;
  • revoca della confisca;
  • revoca delle pene accessorie.

Molto spesso l’obiettivo principale consiste nell’ottenere una completa riforma della sentenza di primo grado.


Come si svolge l’udienza di appello

L’udienza segue normalmente questo schema.

1. Apertura dell’udienza

Il Presidente verifica:

  • presenza delle parti;
  • costituzione del collegio;
  • regolarità delle notifiche;
  • eventuali questioni preliminari.

2. Relazione del consigliere

Uno dei giudici espone sinteticamente:

  • i fatti;
  • la decisione di primo grado;
  • i motivi di appello;
  • le questioni principali.

Questa fase è molto importante perché orienta la discussione.


3. Intervento del Procuratore Generale

Il Procuratore Generale formula le proprie conclusioni.

Può chiedere:

  • conferma della sentenza;
  • riforma;
  • aggravamento della pena nei limiti consentiti;
  • assoluzione;
  • prescrizione.

4. Discussione della difesa

È il momento centrale.

L’avvocato penalista sviluppa tutti i motivi di impugnazione.

Una discussione efficace affronta:

  • errori nella valutazione delle prove;
  • contraddizioni della motivazione;
  • travisamento della prova;
  • violazione della legge;
  • errata applicazione delle aggravanti;
  • errata determinazione della pena;
  • inutilizzabilità di prove;
  • nullità processuali;
  • violazioni del diritto di difesa.

5. Replica

Se necessario le parti possono replicare.


6. Camera di consiglio

La Corte si ritira.

Successivamente pronuncia il dispositivo.

La motivazione può essere depositata successivamente.


Quanto dura una discussione

Dipende dalla complessità del processo.

Può durare:

  • pochi minuti;
  • trenta minuti;
  • oltre un’ora;
  • diverse ore nei processi più complessi.

Nei procedimenti economici, tributari, societari o associativi la discussione è spesso molto articolata.


È possibile produrre nuovi documenti?

In linea generale il giudizio di appello non costituisce un nuovo processo.

Tuttavia, in determinati casi, possono essere richieste:

  • acquisizioni documentali;
  • rinnovazione dell’istruttoria;
  • nuove perizie;
  • nuova audizione di testimoni;
  • esame dell’imputato.

La Corte valuta se tali attività siano necessarie ai fini della decisione.


La riforma Cartabia e il giudizio di appello

La riforma del processo penale ha inciso profondamente anche sul giudizio di appello.

Tra gli aspetti più rilevanti vi sono:

  • maggiore attenzione ai motivi di impugnazione;
  • valorizzazione della specificità dei motivi;
  • razionalizzazione dell’istruttoria dibattimentale;
  • disciplina della trattazione anche in forma cartolare in determinati casi, ferma la possibilità della discussione orale quando prevista o richiesta secondo la legge.

Una difesa tecnica richiede quindi un atto di appello dettagliato e una discussione calibrata sulle questioni realmente decisive.


Quali errori possono portare all’assoluzione

Tra gli errori più frequenti della sentenza di primo grado si riscontrano:

  • motivazione apparente;
  • motivazione illogica;
  • travisamento della prova;
  • omessa valutazione di elementi favorevoli;
  • violazione del principio dell’oltre ogni ragionevole dubbio;
  • erronea qualificazione giuridica;
  • mancato riconoscimento delle attenuanti;
  • errata valutazione della credibilità dei testimoni;
  • violazione del principio del contraddittorio.

L’importanza della giurisprudenza della Corte di Cassazione

Una discussione d’appello efficace si fonda anche sui principi elaborati dalla Corte di Cassazione, richiamando precedenti pertinenti in tema di:

  • motivazione della sentenza;
  • travisamento della prova;
  • rinnovazione dell’istruttoria;
  • valutazione delle dichiarazioni testimoniali;
  • prova indiziaria;
  • responsabilità penale;
  • dosimetria della pena;
  • prescrizione;
  • particolare tenuità del fatto;
  • nullità processuali.

Appello nei reati tributari

Nei procedimenti per:

  • dichiarazione fraudolenta;
  • dichiarazione infedele;
  • emissione di fatture per operazioni inesistenti;
  • omesso versamento IVA;
  • indebita compensazione;
  • occultamento di scritture contabili,

la discussione si concentra frequentemente su:

  • elemento soggettivo;
  • prova del dolo;
  • qualificazione delle operazioni;
  • ricostruzione contabile;
  • attendibilità delle consulenze tecniche;
  • prescrizione;
  • confisca diretta e per equivalente.

Appello nei reati contro la persona

Nei procedimenti per:

  • maltrattamenti;
  • stalking;
  • violenza sessuale;
  • lesioni;
  • omicidio colposo;
  • Codice Rosso,

la difesa approfondisce spesso:

  • attendibilità della persona offesa;
  • riscontri esterni;
  • coerenza delle dichiarazioni;
  • consulenze psicologiche;
  • nesso causale;
  • corretta valutazione delle prove dichiarative.

L’importanza della preparazione dell’udienza

Una discussione efficace richiede:

  • studio integrale del fascicolo;
  • analisi della motivazione di primo grado;
  • confronto con la giurisprudenza più recente;
  • individuazione degli errori decisivi;
  • preparazione di una linea argomentativa chiara e coerente.

L’improvvisazione è incompatibile con un giudizio di appello complesso.


Perché affidarsi a un avvocato penalista esperto

Il giudizio di appello può rappresentare l’ultima occasione per ottenere una riforma nel merito della sentenza prima dell’eventuale ricorso in Corte di Cassazione, che è invece limitato principalmente ai vizi di legittimità.

Una difesa tecnica, costruita su motivi specifici, su un’attenta analisi della motivazione impugnata e su una discussione orale mirata, può incidere in modo significativo sull’esito del processo.

Avvocato penalista a Bologna

Se sei imputato o parte civile in un processo pendente davanti alla Corte d’Appello di Bologna, oppure provieni da procedimenti celebrati presso i Tribunali di Bologna, Parma, Modena, Reggio Emilia, Ferrara, Ravenna, Rimini o Forlì, è essenziale predisporre una strategia difensiva che affronti in modo puntuale ogni motivo di impugnazione.

L’Avv. Sergio Armaroli assiste gli imputati in tutte le fasi del giudizio di appello, con particolare esperienza nei procedimenti per reati tributari, reati contro la persona, reati contro il patrimonio, reati societari, responsabilità professionale e criminalità economica.

Contatti Studio Legale Avv. Sergio Armaroli

  • Bologna
  • Tel. 051 6447838

Dalla semplice lettura dell’atto di appello emerge che l’imputato ha sollevato delle specifiche questioni che attengono: 1) alla possibilità di ravvisare il suo concorso nel reato presupposto della ricettazione (concorso nel reato di falso previsto dagli articoli 110, 477 e 482 del c.p.) e conseguentemente l’assoluzione dal reato di ricettazione; 2) carenza della motivazione sul diniego delle attenuanti generiche che si fonda solo sui precedenti penali. Nel caso di specie, quindi, l’atto di impugnazione riscontra i requisiti di cui art. 581 cod. proc. penale. Infatti, si tratta, in buona sostanza, di doglianze non scollegate dalla sentenza di primo grado impugnata, con i quali l’appellante, continuando a coltivare la propria linea difensiva, si era dunque tuttavia comunque confrontato, così formulando motivi di appello che presentavano quelle necessarie, sia pur ridotte all’essenziale, connotazioni di specificità, idonee a far sorgere il diritto ad una risposta della Corte d’Appello, in applicazione del principio del “favor impugnationis”. Invece, la Corte territoriale non ha affrontato nessuno dei temi proposti con l’appello e ha utilizzato un modello stereotipato di ordinanza che può valere per qualsiasi caso. In proposito questa Corte Suprema ha più volte affermato il principio che in tema di impugnazioni, la specificità che deve caratterizzare i motivi di appello deve essere intesa alla luce del principio del “favor impugnationis”, in virtù del quale, in sede di appello, l’esigenza di specificità del motivo di gravame ben può essere intesa e valutata con minore rigore rispetto al giudizio di legittimità, avuto riguardo alle peculiarità di quest’ultimo (Sez. 4, Ordinanza n. 48469 del 07/12/2011 Cc. – dep. 28/12/2011 – Rv. 251934).

È evidente che, per quanto sopra esposto, nessun incidenza sulla presente decisione possono avere le sentenze di questa Suprema Corte citate nell’impugnata ordinanza. Si deve, comunque, rilevare che due delle predette sentenze (Sez. 3, Sentenza n. 16851 del 02/03/2010 Ud. – dep. 04/05/2010 – Rv. 246980; Sez. 6, Sentenza n. 18081 del 14/04/2011 Ud. – dep. 10/05/2011 – Rv. 250248) hanno per oggetto l’inammissibilità, per genericità del motivo, del ricorso per cassazione e non già dell’atto di appello. Si deve, poi, sottolineare che nella motivazione della sentenza del 2011 si afferma che il ricorso per cassazione è in realtà caratterizzato da un “obbligo di specificità rafforzato” e cioè della specificità generale dell’art. 581 c.p.p. e di quella peculiare che trova fonte nella tassatività dei vizi di motivazione rilevanti in cassazione (ex art. 606 c.p.p., comma 1, lett. E). Principio, questo, che dovrebbe essere tenuto ben presente dalle Corti di merito allorché decidono sull’inammissibilità dell’atto di appello. La terza sentenza (Sez. 6, Sentenza n. 27068 del 23/06/2011 Cc. – dep. 11/07/2011 – Rv. 250449) riguarda, invece, un caso in cui la Corte di Cassazione ha riscontrato l’effettiva genericità dei motivi di appello e quindi corretta la dichiarazione di inammissibilità effettuata dalla Corte territoriale (motivi di appello che questa Corte ha dovuto esaminare direttamente – dato che l’inammissibilità dell’appello è vizio rilevabile d’ufficio, in ogni stato e grado del procedimento e quindi può e deve essere rilevata nel giudizio di legittimità – a causa della “motivazione assertiva e alquanto sbrigativa” dell’ordinanza della Corte di merito).

Di conseguenza l’ordinanza impugnata deve essere annullata. Gli atti devono essere trasmessi alla Corte di Appello di Milano per il giudizio di appello.

P.Q.M.

Annulla l’ordinanza impugnata e rinvia alla Corte d’Appello pi Milano per il giudizio di appello.

AVVOCATO PER APPELLO PENALE
AVVOCATO PER APPELLO PENALE

Corte di Cassazione, Seconda Sezione Penale

Sentenza 4 – 20 dicembre 2012, n. 49424

Presidente Esposito – Relatore Iasillo

Osserva

Con ordinanza in data 15.03.2012, la Corte di Appello di Milano dichiarava inammissibile l’appello proposto da G.S. avverso la sentenza resa in data 24/11/2006 dal Tribunale di Milano (con la quale veniva condannato alla pena di anni 1 e mesi 3 di reclusione ed Euro 400,00 di multa), considerando generici ed aspecifici i motivi dell’impugnazione. Avverso tale ordinanza propone ricorso l’imputato per mezzo del suo difensore di fiducia, contestando le conclusioni assunte dalla Corte di Appello in punto di inammissibilità dell’appello per aspecificità.

Motivi della decisione

ì

Il ricorso è fondato.

Dalla semplice lettura dell’atto di appello emerge che l’imputato ha sollevato delle specifiche questioni che attengono: 1) alla possibilità di ravvisare il suo concorso nel reato presupposto della ricettazione (concorso nel reato di falso previsto dagli articoli 110, 477 e 482 del c.p.) e conseguentemente l’assoluzione dal reato di ricettazione; 2) carenza della motivazione sul diniego delle attenuanti generiche che si fonda solo sui precedenti penali. Nel caso di specie, quindi, l’atto di impugnazione riscontra i requisiti di cui art. 581 cod. proc. penale. Infatti, si tratta, in buona sostanza, di doglianze non scollegate dalla sentenza di primo grado impugnata, con i quali l’appellante, continuando a coltivare la propria linea difensiva, si era dunque tuttavia comunque confrontato, così formulando motivi di appello che presentavano quelle necessarie, sia pur ridotte all’essenziale, connotazioni di specificità, idonee a far sorgere il diritto ad una risposta della Corte d’Appello, in applicazione del principio del “favor impugnationis”. Invece, la Corte territoriale non ha affrontato nessuno dei temi proposti con l’appello e ha utilizzato un modello stereotipato di ordinanza che può valere per qualsiasi caso. In proposito questa Corte Suprema ha più volte affermato il principio che in tema di impugnazioni, la specificità che deve caratterizzare i motivi di appello deve essere intesa alla luce del principio del “favor impugnationis”, in virtù del quale, in sede di appello, l’esigenza di specificità del motivo di gravame ben può essere intesa e valutata con minore rigore rispetto al giudizio di legittimità, avuto riguardo alle peculiarità di quest’ultimo (Sez. 4, Ordinanza n. 48469 del 07/12/2011 Cc. – dep. 28/12/2011 – Rv. 251934).

È evidente che, per quanto sopra esposto, nessun incidenza sulla presente decisione possono avere le sentenze di questa Suprema Corte citate nell’impugnata ordinanza. Si deve, comunque, rilevare che due delle predette sentenze (Sez. 3, Sentenza n. 16851 del 02/03/2010 Ud. – dep. 04/05/2010 – Rv. 246980; Sez. 6, Sentenza n. 18081 del 14/04/2011 Ud. – dep. 10/05/2011 – Rv. 250248) hanno per oggetto l’inammissibilità, per genericità del motivo, del ricorso per cassazione e non già dell’atto di appello. Si deve, poi, sottolineare che nella motivazione della sentenza del 2011 si afferma che il ricorso per cassazione è in realtà caratterizzato da un “obbligo di specificità rafforzato” e cioè della specificità generale dell’art. 581 c.p.p. e di quella peculiare che trova fonte nella tassatività dei vizi di motivazione rilevanti in cassazione (ex art. 606 c.p.p., comma 1, lett. E). Principio, questo, che dovrebbe essere tenuto ben presente dalle Corti di merito allorché decidono sull’inammissibilità dell’atto di appello. La terza sentenza (Sez. 6, Sentenza n. 27068 del 23/06/2011 Cc. – dep. 11/07/2011 – Rv. 250449) riguarda, invece, un caso in cui la Corte di Cassazione ha riscontrato l’effettiva genericità dei motivi di appello e quindi corretta la dichiarazione di inammissibilità effettuata dalla Corte territoriale (motivi di appello che questa Corte ha dovuto esaminare direttamente – dato che l’inammissibilità dell’appello è vizio rilevabile d’ufficio, in ogni stato e grado del procedimento e quindi può e deve essere rilevata nel giudizio di legittimità – a causa della “motivazione assertiva e alquanto sbrigativa” dell’ordinanza della Corte di merito).

AVVOCATO PER APPELLO PENALE
AVVOCATO PER APPELLO PENALE

Di conseguenza l’ordinanza impugnata deve essere annullata. Gli atti devono essere trasmessi alla Corte di Appello di Milano per il giudizio di appello.

P.Q.M.

Annulla l’ordinanza impugnata e rinvia alla Corte d’Appello pi Milano per il giudizio di appello.

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