RAVENNA PAGA IMMOBILE MA NON LO CONSEGNANO

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RAVENNA PAGA IMMOBILE DA  IMPRESA MA NON LO CONSEGNANO – NIENTE ROGITO CONTRATTO DEFINITIVO

agli effetti dell’art. 111 c.p.c., nel processo avente ad oggetto la validità, la risoluzione o l’esecuzione di un contratto preliminare, relativo allo stesso bene, stipulato in precedenza tra il dante causa ed un terzo, non si è ancora stabilizzato un orientamento univoco in sede di legittimità (anche se la questione era stata rimessa all’attenzione delle Sezioni Unite che peraltro, sollevando d’ufficio una eccezione di giudicato interno sulla qualificazione dell’intervento dell’acquirente, non hanno avuto modo di esplicare la loro funzione di regolazione dei conflitti: v. Cass. Sez. Un. 23. 299/2011 su ordinanza di rimessione n. 10747/2010). In alcune pronunzie (Cass. n. 12305/2012; Cass. n. 8316/2003; Cass. n. 4321/1989), infatti, si è affermato che la disciplina della successione a titolo particolare nel processo si attui non solo quando sia oggetto di trasferimento pendente judicio, il medesimo diritto controverso ma in ogni caso in cui l’alienazione comporti, per un rapporto di derivazione sostanziale, il subingresso dell’avente causa nella stessa posizione giuridica — attiva o passiva — dedotta in giudizio (secondo Cass. n. 12305/2012, in particolare, la successione a titolo particolare nel diritto controverso, di cui all’art. 111 c.p.c., alla luce di un’interpretazione costituzionalmente orientata dal principio del giusto processo, coniugato con il diritto di difesa, si ha indipendentemente dalla natura, reale o personale, dell’azione fatta valere tra le parti originarie, dovendosi garantire all’acquirente, il quale intenda intervenire nel processo, le stesse possibilità di difesa spettanti al suo dante causa contro le deduzioni avversarie, e potendosi, invece, rivelare per lo stesso acquirente pregiudizievole la soggezione all’efficacia riflessa della sentenza inter alios, impugnabile soltanto nell’ambito delle difese esercitate dall’alienante); in altre pronunzie, per contro, è stato ritenuto che non possa delinearsi una successione nel diritto controverso, a causa dell’eterogeneità delle situazioni soggettive fatte valere nel giudizio, nel caso in cui si discuta della esecuzione o della risoluzione o della invalidità di un preliminare di vendita, atteso che, verificatasi la alienazione ad un terzo del bene, la situazione legittimante l’intervento di quest’ultimo in giudizio sarebbe relativa alla proprietà mentre quella posta a base dell’azione di esecuzione o di risoluzione o di invalidità del preliminare avrebbe natura personale (Cass. n. 1233/2012 ; Cass. n. 5781/2009; Cass. n. 1128/1993).

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