PROMOTORI FINANZIARI ANNULLATA SENTENZA OCF CASS 2025

La Corte d’Appello RAGIONE_SOCIALE‘Aquila ha respinto l’opposizione, ex art. 195 d.lgs. 58/1998, proposta da NOME COGNOME -consulente finanziario abilitato alle offerte fuori sede, collaboratore di Banca Generali dal 13/05/2019 al 14/11/2019 -avverso la delibera sanzionatoria n. 1540 del 16/12/2020, con cui gli era stata comminata la sospensione per un periodo di 4 mesi. Era stato contestato al ricorrente di aver contraffatto la firma del cliente NOME COGNOME in calce ad una polizza assicurativa a favore RAGIONE_SOCIALEa sor ella RAGIONE_SOCIALE‘ intermediario NOME COGNOME, essendo emerso che l’apparente sottoscrittore era deceduto prima RAGIONE_SOCIALEa stampa e RAGIONE_SOCIALEa susseguente sottoscrizione dei moduli contrattuali.
L’incolpato aveva, perciò, perfezionato, secondo l’organo di disciplina, un affare non autorizzato dal cliente con un indebito vantaggio personale, in violazione RAGIONE_SOCIALE‘obbligo di comportarsi con diligenza, correttezza e trasparenza, prescritto dall’art. 158, comma 1, del Regolamento Intermediari, adottato con delibera Consob n. 20307 del 15/02/2018.
La Corte territoriale, pur escludendo la contraffazione RAGIONE_SOCIALEe sottoscrizioni dei moduli negoziali, ha ritenuto che il promotore avesse violato gli artt. 196 TUF e 158 e 180 Regolamento intermediari Consob 15/02/2018, non avendo osservato l’obbligo di astensione e non avendo informato le parti RAGIONE_SOCIALEa possibile sussistenza di un conflitto d’interesse , a nulla rilevando che la medesima beneficiaria fosse stata indicata in precedenti contratti del cliente promossi dal medesimo consulente.
La cassazione RAGIONE_SOCIALEa sentenza è chiesta da NOME COGNOME COGNOME base di quattro motivi. L ‘RAGIONE_SOCIALE ha resistito con controricorso
1) Art. 196 TUF – Sanzioni amministrative pecuniarie (quadro generale)
1.1. Collocazione e funzione dell’art. 196 TUF
L’art. 196 TUF è una norma “cardine” del sistema sanzionatorio amministrativo in materia di intermediazione finanziaria, perché:
- disciplina (o comunque incide in modo decisivo) sulla determinazione delle sanzioni pecuniarie,
- è applicabile ai procedimenti sanzionatori CONSOB connessi a violazioni del TUF e della disciplina attuativa (Regolamenti Consob inclusi),
- raccorda la parte “sostanziale” delle violazioni (obblighi informativi, regole di condotta, governance, ecc.) con la parte “punitiva”.
In altre parole: molte violazioni delle regole Consob e TUF hanno la loro “norma incriminatrice” altrove (es. articoli su obblighi informativi, conflitti di interesse, organizzazione), ma l’art. 196 TUF diventa spesso la norma che consente di misurare la risposta sanzionatoria.
1.2. Ratio: perché esiste l’art. 196 TUF
La ratio è duplicemente pubblicistica:
- Tutela del mercato e degli investitori
Le regole di condotta degli intermediari non proteggono solo il singolo cliente, ma la fiducia generale nel mercato. - Deterrenza effettiva
Una sanzione simbolica non produce effetti; una sanzione sproporzionata può essere illegittima.
L’art. 196 TUF punta a rendere la sanzione effettiva, proporzionata e dissuasiva (principio in linea con la matrice europea).
1.3. Struttura: che cosa disciplina in concreto
Nel funzionamento tipico, l’art. 196 TUF rileva per:
- individuare i criteri di commisurazione della sanzione
- consentire la valutazione di elementi come:
- gravità della violazione
- durata
- vantaggio ottenuto
- condotta successiva
- recidiva
- capacità economica del soggetto sanzionato
La CONSOB, quando irroga una sanzione, deve motivare sulla base di tali parametri: una motivazione meramente apparente (o standardizzata) è uno dei principali profili di impugnazione.
1.4. Soggetti destinatari: non solo società
Altro punto essenziale: nelle sanzioni TUF la responsabilità può essere:
- dell’intermediario (società)
- degli esponenti aziendali e soggetti in posizione apicale/operativa (a seconda della norma violata e della ricostruzione fattuale)
In pratica: la CONSOB tende spesso a “spacchettare” l’illecito, contestando:
- alla società carenze organizzative e di controllo,
- alle persone fisiche ruoli, omissioni, mancate verifiche, autorizzazioni, firme o “mancata vigilanza”.
1.5. Profilo decisivo: motivazione e proporzionalità
Nei procedimenti CONSOB, l’art. 196 TUF è centrale perché la sanzione deve risultare:
- proporzionata (in relazione al fatto)
- individualizzata (in relazione al soggetto)
- motivata (in modo non stereotipato)
In difesa, l’asse è spesso:
- contestare la gravità reale della condotta,
- valorizzare l’assenza di danno o vantaggio,
- dimostrare l’adozione di presidi organizzativi, controlli, rimedi,
- sostenere l’erroneità di imputazione soggettiva (colpa/omissione).
1.6. Aspetti tipici che la CONSOB valorizza per aumentare la sanzione
Nella prassi (e nella logica dell’art. 196 TUF), tendono a pesare molto:
- clientela retail e vulnerabile
- ripetitività di operazioni non adeguate/appropriate
- mancata profilatura o profilatura incoerente
- omissioni informative o documentali (assenza di prova dell’adempimento)
- conflitti di interesse non gestiti
- sistemi di compliance formalmente esistenti ma inefficaci
1.7. Difesa: quali sono le linee difensive più efficaci
Sul piano difensivo, l’art. 196 TUF si “attacca” spesso con:
- Difetto di motivazione sulla quantificazione
(CONSOB non spiega perché quella cifra e non un’altra) - Travisamento del fatto / istruttoria carente
(ad es. mancano documenti, registrazioni, log, evidenze di contatto col cliente) - Disallineamento tra condotta e gravità attribuita
(condotta episodica trattata come sistemica) - Valutazione errata dell’elemento soggettivo
(ruolo reale, deleghe, perimetro di responsabilità)
2) Art. 158 Regolamento Intermediari CONSOB 15/02/2018 – Avvio e conduzione del procedimento (logica procedurale)
L’art. 158 è una norma “procedurale”: è fondamentale perché stabilisce come la CONSOB imposta e conduce il procedimento sanzionatorio e quali garanzie minime devono essere rispettate.
2.1. Che cosa regola l’art. 158
In termini sostanziali, l’articolo serve a disciplinare:
- l’avvio dell’azione sanzionatoria
- la contestazione degli addebiti
- il quadro delle garanzie partecipative (difesa, memorie, documenti)
- lo schema del “contraddittorio amministrativo”
È la base per capire quando e come il soggetto destinatario può intervenire.
2.2. La “contestazione degli addebiti” come atto centrale
La contestazione è il momento più delicato perché deve contenere:
- fatti contestati
- norme violate
- ruoli soggettivi (chi ha fatto cosa / chi doveva controllare)
- elementi essenziali dell’istruttoria
Se la contestazione è:
- generica,
- ambigua,
- incompleta,
si apre una violazione della garanzia difensiva, perché il destinatario non è in condizione di “difendersi pienamente”.
2.3. Contraddittorio: non è una formalità
Il contraddittorio nel procedimento Consob non è ornamentale:
è un elemento che incide sulla validità stessa della decisione finale.
Difendersi in modo efficace significa:
- depositare memorie
- chiedere accesso agli atti e alle evidenze
- contestare la ricostruzione tecnica (profilatura, adeguatezza, execution, consulenza, ecc.)
- costruire una narrativa coerente su ruoli, deleghe, controlli.
2.4. Punto chiave: prova documentale e tracciabilità
Nei procedimenti CONSOB, la prova è spesso:
- documentale
- informatica (log, timestamp, flussi ordini)
- contrattualistica (MiFID, KID/KIID, report, registrazioni)
L’art. 158 diventa determinante perché regola il “perimetro” con cui quella prova entra nel procedimento e viene valorizzata.
3) Art. 180 Regolamento Intermediari CONSOB 15/02/2018 – Chiusura, decisione e irrogazione (fase finale)
3.1. Funzione dell’art. 180
L’art. 180 disciplina, in sostanza:
- la conclusione del procedimento
- la formazione della proposta/valutazione finale
- l’adozione del provvedimento sanzionatorio
- gli aspetti di formalizzazione dell’esito
È la norma “di uscita”, cioè quella che governa il passaggio:
istruttoria → decisione → sanzione
3.2. Il problema tipico: decisioni standardizzate
Uno dei punti più “attaccabili” in difesa è la presenza di:
- formule stereotipate
- motivazioni ripetitive
- mancanza di risposta ai rilievi difensivi
- omissioni su fatti decisivi
L’art. 180, letto congiuntamente ai principi generali (trasparenza, motivazione, imparzialità), impone che la Consob:
- consideri e valuti le difese,
- non possa limitarsi a “chiudere” senza confutazione reale.
3.3. Onere motivazionale rafforzato quando:
In concreto, la motivazione deve essere particolarmente accurata quando:
- ci sono più soggetti destinatari (società + persone fisiche)
- la catena delle responsabilità è complessa
- l’illecito è collegato a scelte tecniche (MiFID)
- la violazione deriva da omissioni (controlli interni) e non da azioni dirette
4) Coordinamento tra art. 196 TUF e artt. 158 e 180 Reg. Intermediari: “sostanza + procedura”
Per capire davvero la materia, conviene leggerli così:
- Art. 158 Reg. Intermediari = regole di avvio e garanzie difensive (ingresso del caso)
- Art. 180 Reg. Intermediari = regole di decisione e formalizzazione (uscita del caso)
- Art. 196 TUF = criteri/architettura della sanzione pecuniaria (misura e proporzione)
Quindi:
- se saltano le garanzie del 158 → si contestano vizi procedurali
- se il provvedimento finale è carente (180) → si contestano motivazione e contraddittorio
- se la sanzione è sproporzionata (196) → si contesta quantificazione e criteri
5) Applicazioni tipiche nella pratica (casi frequenti)
Caso A: violazioni MiFID su adeguatezza/appropriatezza
Contestazioni tipiche:
- investimenti non coerenti con profilo
- informative insufficienti
- operazioni “ripetute” su prodotti rischiosi
La difesa lavora su:
- coerenza tra documentazione e scelte
- presenza di informativa e tracciabilità
- ricostruzione dell’iniziativa cliente vs consulenza
Caso B: carenze organizzative (compliance, controlli, procedure)
Contestazioni:
- controlli di secondo livello inefficaci
- procedure “non applicate”
- conflitti di interesse non gestiti
Difesa:
- prova di controlli reali e non solo cartacei
- audit, remediation, modifiche organizzative
- delimitazione responsabilità individuali
Caso C: ruolo degli esponenti (responsabilità personale)
Contestazioni:
- omessa vigilanza
- deleghe insufficienti
- mancata attivazione dei controlli
Difesa:
- ricostruzione deleghe
- compiti effettivi
- assenza di potere impeditivo reale
- misure adottate (anche successive)
6) Check-list operativa difensiva (molto utile)
Quando arriva contestazione CONSOB, è decisivo impostare subito:
- Mappatura degli addebiti: fatto – norma – soggetto – prova
- Accesso agli atti (essenziale)
- Ricostruzione cronologica (timeline di contatti e operazioni)
- Analisi MiFID:
- profilatura
- adeguatezza/appropriatezza
- consapevolezza e informativa
- registrazioni e documenti firmati
- Analisi governance e controlli:
- organigramma
- deleghe
- verbali
- flussi interni
- audit
- Memorie difensive mirate, non generiche
- Valutare vizi di motivazione e sproporzione (art. 196 TUF)
Sentenza di Cassazione Civile Sez. 2 Num. 9737 Anno 2025
Civile Sent. Sez. 2 Num. 9737 Anno 2025
Presidente: COGNOME
Relatore: COGNOME NOME
Data pubblicazione: 14/04/2025
SENTENZA
sul ricorso iscritto al n. 3676/2023 R.G. proposto da:
COGNOME NOME, elettivamente domiciliato in Francavilla al Mare INDIRIZZO, presso lo studio RAGIONE_SOCIALE‘avvocato COGNOME AVV_NOTAIO , che lo rappresenta e difende.
-RICORRENTE- contro
RAGIONE_SOCIALE– ORGANISMO DI VIGILANZA E TENUTA DELL’RAGIONE_SOCIALE in persona del Presidente p.t., elettivamente domiciliato in INDIRIZZO, presso lo studio RAGIONE_SOCIALE‘avvocato COGNOME NOME , che lo rappresenta e difende.
-CONTRORICORRENTE- avverso la SENTENZA RAGIONE_SOCIALEa CORTE D’APPELLO di L’AQUILA n. 1022/2022, depositata il 06/07/2022.
Udita la relazione svolta nella camera di consiglio partecipata del 06/03/2025 dal Consigliere NOME COGNOME.
Udito il Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore generale NOME COGNOME, che ha chiesto di respingere il ricorso.
Udit o l’AVV_NOTAIO.
FATTI DI CAUSA
La Corte d’Appello RAGIONE_SOCIALE‘Aquila ha respinto l’opposizione, ex art. 195 d.lgs. 58/1998, proposta da NOME COGNOME -consulente finanziario abilitato alle offerte fuori sede, collaboratore di Banca Generali dal 13/05/2019 al 14/11/2019 -avverso la delibera sanzionatoria n. 1540 del 16/12/2020, con cui gli era stata comminata la sospensione per un periodo di 4 mesi. Era stato contestato al ricorrente di aver contraffatto la firma del cliente NOME COGNOME in calce ad una polizza assicurativa a favore RAGIONE_SOCIALEa sor ella RAGIONE_SOCIALE‘ intermediario NOME COGNOME, essendo emerso che l’apparente sottoscrittore era deceduto prima RAGIONE_SOCIALEa stampa e RAGIONE_SOCIALEa susseguente sottoscrizione dei moduli contrattuali.
L’incolpato aveva, perciò, perfezionato, secondo l’organo di disciplina, un affare non autorizzato dal cliente con un indebito vantaggio personale, in violazione RAGIONE_SOCIALE‘obbligo di comportarsi con diligenza, correttezza e trasparenza, prescritto dall’art. 158, comma 1, del Regolamento Intermediari, adottato con delibera Consob n. 20307 del 15/02/2018.
La Corte territoriale, pur escludendo la contraffazione RAGIONE_SOCIALEe sottoscrizioni dei moduli negoziali, ha ritenuto che il promotore avesse violato gli artt. 196 TUF e 158 e 180 Regolamento intermediari Consob 15/02/2018, non avendo osservato l’obbligo di astensione e non avendo informato le parti RAGIONE_SOCIALEa possibile sussistenza di un conflitto d’interesse , a nulla rilevando che la medesima beneficiaria fosse stata indicata in precedenti contratti del cliente promossi dal medesimo consulente.
La cassazione RAGIONE_SOCIALEa sentenza è chiesta da NOME COGNOME COGNOME base di quattro motivi. L ‘RAGIONE_SOCIALE ha resistito con controricorso.
Il Procuratore generale ha fatto pervenire conclusioni scritte.
In prossimità RAGIONE_SOCIALE‘ adunanza le parti hanno depositato memorie illustrative.
RAGIONI DELLA DECISIONE
- Le eccezioni di inammissibilità del ricorso sono infondate: l’impugnazione contiene una compiuta illustrazion e dei fatti di causa, RAGIONE_SOCIALEe difese e del contenuto RAGIONE_SOCIALEa pronuncia, sollevando quesiti in diritto, adeguatamente esposti, su punti specifici e decisivi RAGIONE_SOCIALEa lite. 2. Il primo motivo di ricorso denuncia la nullità RAGIONE_SOCIALEa sentenza per vizio di motivazione, contestando alla Corte Territoriale che, nonostante l’accertata insussistenza RAGIONE_SOCIALEa violazione RAGIONE_SOCIALE‘art. 180 comma 3 lett. a) n. 3 del Regolamento intermediari Consob riguardo alla contraffazione RAGIONE_SOCIALEe firme apposte in calce alla polizza vita e l’assenza di divieti che imp edissero al promotore di controfirmare polizze vita in favore di stretti congiunti -abbia confermato la sanzione RAGIONE_SOCIALEa sospensione, addebitando al ricorrente un fatto diverso da quello contestato, consistente nella violazione degli artt. 158 e 180 del regolamento intermediari Consob, norme peraltro applicabili solo ai consulenti finanziari autonomi o alla società di consulenza finanziaria ai sensi RAGIONE_SOCIALE‘art. 180 comma 2 lett. b) n. 13 del predetto regolamento.
Con il secondo motivo si lamenta la violazione o falsa applicazione degli art. 158, 177 e 180, comma 2, lett. a) n. 13 e comma 3, lett. a), n. 7 del Regolamento intermediari Consob del 15.02.2018, per aver la Corte di merito affermato che la mancata comunicazione alle parti e alla banca RAGIONE_SOCIALE‘esistenza di un potenziale conflitto di interessi costituiva un’operazione non autorizzata dal cliente, estendendo l’ambito applicativo RAGIONE_SOCIALE‘art. 180 , comma 3 ,lett. a) n. 7 facendovi confluire, oltre ai generici i principi di trasparenza, correttezza e
diligenza, anche le condotte ricadenti nell’art. 177 del Regolamento Intermediari, senza che la relativa violazione sia mai stata contestata.
Con il terzo motivo il ricorrente si duole RAGIONE_SOCIALE‘omesso esame di un fatto decisivo per il giudizio, per non avere la Corte d’Appello considerato che il contraente-assicurato era perfettamente a conoscenza del legame di parentela tra la beneficiaria RAGIONE_SOCIALEa polizza e il promotore, il quale si era limitato a recepire e a dare esecuzione ad un semplice ordine di acquisto, regolarmente ricevuto.
Con il quarto motivo il ricorrente si duole RAGIONE_SOCIALEa violazione o falsa applicazione degli art. 158, 177, 180, comma 2, lett. b) n. 13 e comma 3 lett. a) n. 7, 180, comma 1 e comma 4, del Regolamento intermediari Consob del 15.02.2018, sostenendo che la pronuncia abbia confermato la sanzione irrogata nella misura di 4 mesi di sospensione dall’albo, per la duplice violazione RAGIONE_SOCIALE‘art. 180 comma 3 lett. a) n. 3 e 7, pur avendo escluso la contraffazione RAGIONE_SOCIALEa firma, trascurando che la sanzione per le ipotesi di conflitto di interessi prevede la sospensione dall’albo da 1 a 4 mesi.
2.1 I primi due motivi sono fondati.
Il fatto contestato al ricorrente consisteva nella falsificazione RAGIONE_SOCIALEe firme del cliente e nell ‘ aver perfezionato un’operazione da questi mai autorizzata, a beneficio di uno stretto parente del promotore.
L’illecito è disciplinato dall’art. 180, comma terzo, nn. 3 e 7 del Regolamento intermediari ed era punito con la radiazione dall’albo, sa nzione che l’organo di disciplina ha ritenuto di sostituire con la sospensione, avva lendosi del potere di riduzione di cui all’art. 180, comma quarto, del Regolamento, in considerazione RAGIONE_SOCIALE ‘incensuratezza del promotore e RAGIONE_SOCIALE‘ assenza di un effettivo pregiudizio ai danni del cliente.
La Corte di merito ha escluso la falsificazione RAGIONE_SOCIALEe sottoscrizioni RAGIONE_SOCIALEa polizza ma ha confermato la sanzione sul rilievo che l’operazione era
stata compiuta in conflitto di interessi, volendo il ricorrente favorire la propria sorella.
Così facendo, la pronuncia ha isolato l’effetto finale il potenziale vantaggio ottenuto dalla COGNOME -dalla condotta inizialmente contestata, ricollegandolo ad un comportamento diverso (il perfezionamento effettivo del contratto con il consenso del contraente in situazione di conflitto di interessi e in violazione degli obblighi informativi).
Le due diverse ipotesi sono oggetto di due diverse previsioni disciplinari, la prima (la contraffazione RAGIONE_SOCIALEe firme e l’effettuazione di operazioni non autorizzate) , contRAGIONE_SOCIALE nell’art. 180 del Regolamento, sanzionata con la radiazione, la seconda (operazioni in conflitto di interesse) ricadente nella previsione RAGIONE_SOCIALE‘art. 177, punita con la sospensione.
L’errore RAGIONE_SOCIALEa sentenza consiste, quindi, nel l’aver confermato la sanzione per un fatto diverso – la violazione RAGIONE_SOCIALEe norme in tema di conflitto di interesse – conferendo rilievo al vantaggio che la polizza avrebbe arrecato ad uno stretto parente del promotore, ma scollegandolo dalla condotta di falsificazione contestata che il giudice di merito ha ritenuto indimostrata, giungendo ad sanzionare il promotore per non essersi astenuto e non aver informato il cliente RAGIONE_SOCIALEa situazione di conflitto, omissioni estranee all’ambito applicativo RAGIONE_SOCIALE‘art. 180, comma terzo, lettera a) n. 3 del regolamento.
Sono quindi accolti i primi due motivi di ricorso, con assorbimento RAGIONE_SOCIALEe restanti censure.
La sentenza è cassata in relazione ai motivi accolti e, non essendovi altri accertamenti da compiere, la causa può essere decisa nel merito con annullamento del provvedimento sanzionatorio e con integrale compensazione RAGIONE_SOCIALEe spese processuali in considerazione RAGIONE_SOCIALEa particolarità RAGIONE_SOCIALEe questioni.
P.Q.M.
accoglie i primi due motivi di ricorso, dichiara assorbiti gli altri, cassa la sentenza impugnata e, decidendo nel merito, annulla il provvedimento sanzionatorio, con integrale compensazione RAGIONE_SOCIALEe spese processuali.
Così deciso in Roma, nella camera di consiglio RAGIONE_SOCIALEa Seconda sezione


